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Area verde Romiti, Valbonesi (Pd): "Fratelli d’Italia non conosce la storia, il sindaco prenda le distanze"

Così il segretario territoriale del Pd forlivese, Daniele Valbonesi dopo la protesta sollevata dal circolo "Caterina Sforza" che fa capo al coordinatore provinciale Roberto Petri, circolo presieduto da Marco Catalano

"Le dichiarazioni degli esponenti di Fratelli d’Italia, partito di maggioranza nella coalizione di centro-destra che governa il comune di Forlì, vanno ancora una volta a ledere quelli che sono i valori fondanti della nostra democrazia e sono per questo inaccettabili". Così il segretario territoriale del Pd forlivese, Daniele Valbonesi dopo la protesta sollevata dal circolo "Caterina Sforza" che fa capo al coordinatore provinciale Roberto Petri, circolo presieduto da Marco Catalano, secondo il quale "intitolare l'area verde del quartiere Romiti alla "VIII Brigata Garibaldi Romagna" è stato un grande errore. Una scelta avallata dall' amministrazione comunale e presentata all'inaugurazione come un riconoscimento storico che deve essere salvaguardato”.

Espone Valbonesi: "Mettere ancora oggi in dubbio la storia della Resistenza, che ha contribuito alla liberazione del paese dalla dittatura nazi-fascista, consentendo poi la nascita della nostra Costituzione, denota, non solo miopia politica, ma anche scarsa conoscenza della storia italiana, con una ricostruzione dei fatti distorta e fuorviante. Queste affermazioni recano una grave offesa a coloro che hanno dato la vita, durante la Resistenza, per la libertà di tutti. Questa terra è fiera di aver dato un grande contributo per vincere la dittatura e per la costruzione di una democrazia che consente, anche a chi distorce la realtà, libertà di espressione".

"Se tutto ciò non fosse già sufficientemente grave, si ricorda che tali affermazioni arrivano da un partito della coalizione di maggioranza, che sostiene il sindaco della città di Forlì, Zattini. Su questi temi non si può stare con i piedi in due staffe e ci auguriamo che il primo cittadino, direttamente chiamato in causa da Fratelli D’Italia, prenda le distanze da questo genere di dichiarazioni. Purtroppo, per l’ennesima volta, ormai, assistiamo a scivoloni del centro-destra, che sembra non avere compreso la responsabilità istituzionale che comporta essere alla guida di un Comune - conclude Valbonesi -. Per il Partito Democratico forlivese l’intitolazione dell’area verde ai Romiti, all’VIII Brigata Garibaldi, è stato un momento di commozione e ricordo di chi ha combattuto per la pace, la democrazia e la libertà".

Italia Viva

Sulla questione interviene anche Italia Viva: "La Provincia di Forlì-Cesena è dal 2009 decorata come Medaglia d'oro al valore civile per meriti acquisiti durante la lotta di liberazione nazionale; Forlì è città medaglia d'argento al valore militare. La storia della città è impregnata della lotta di Resistenza contro l'occupazione nazifascista, fornendo storicamente un contributo molto importante a fianco del decisivo intervento delle truppe alleate nella Liberazione cittadina. Capiamo che Fratelli d'Italia non abbia ancora fatto i conti col passato di alcuni suoi esponenti, ma la storia non si cancella e bene ha fatto il Comune ad intitolare l'area verde del quartiere Romiti alla "VIII Brigata Garibaldi Romagna", rispettando tra l'altro una volontà del quartiere. E' grazie anche a quelle persone che oggi si possono liberamente affermare anche queste sciocchezze, parlando di "discontinuità" con la storia. Sarebbe come voler pretendere di cancellare - come qualcuno irresponsabilmente propone - i segni, evidentissimi, che il fascismo ha lasciato sull'architettura cittadina.  Il sindaco prenda le distanze dai suoi alleati, che dopo la "bonifica" di una religione ora pretendono l'abiura sulla storia della città. C'è un limite a tutto e ci auguriamo che Zattini, sempre così solerte nelle sue esternazioni, si faccia sentire in proposito".

L'Anpi

"Il nostro Paese nasce dalla Resistenza, la nostra Carta Costituzionale è figlia di quegli uomini e quelle donne che combatterono il fascismo, e è un dovere ricordarli - evidenzia Lodovico Zanetti, presidente dell'Anpi di Forlì -. Tutti. Per altro , magari senza errori storici. L'amnistia firmata da Togliatti (ma voluta dal governo De Gasperi) grazia, purtroppo, i criminali fascisti, impedendo quel processo che invece ci fu in Germania, a Norimberga e in Giappone a Tokio. In realtà l'amnistia che cancellava i reati fino al 1946, e Togliatti fu criticato dentro al Pci per averla fatta,. A estenderla ai reati computi fino al 1948, fu il governo Pella, nel 1953, con la firma del guardasigilli Antonio Azara, democristiano, che durante il fascismo fu nel comitato scientifico delle riviste "La nobiltà della stirpe" e "Diritto Razzista". E sul perchè fu fatta, qualche domanda, dal punto di vista storico, me la farei, se fossi nei politici di Fratelli d'Italia. E sui fatti di sangue alla fine di quella che fu una guerra incivile, in realtà in Italia furono molto minori di quelle in altri paesi che avevano subito il giogo nazifascista. Basta leggere cosa successe in Francia, Olanda, Norvegia, o peggio in Cecoslovacchia dove si parla di milioni di profughi e centinaia di migliaia di vittime tra i cittadini di etnia tedesca. Detto questo, non ci può essere equiparazione alcuna tra un regime totalitario e i suoi adepti, e chi combattè per ridarci la libertà.
E l'antifascismo è stato il collante di quell'arco costituzionale che univa liberali e democristiani, comunisti e socialisti, repubblicani e azionisti. Non condivido quasi mai le scelte politiche di Zattini, ma sul suo antifascismo non ho dubbi. Per questo ha tutta la mia solidarietà di fronte a un attacco decisamente fuori luogo".

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