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Attacco ai sindaci 'rosa', "episodi gravi ed inqualificabili"

"La defenestrazione dell’ex sindaco di Castrocaro e Terra del Sole, Francesca Metri e l’attacco inqualificabile al sindaco di Galeata, Elisa Deo, sono fatti gravissimi" dice Rosaria Tassinari, primo cittadino di Rocca

"La defenestrazione dell’ex sindaco di Castrocaro e Terra del Sole, Francesca Metri, non ricandidata alle recenti elezioni, e l’attacco inqualificabile al sindaco di Galeata, Elisa Deo, da parte del suo stesso partito locale, il Pd, col dissenso che condivido del partito territoriale e dei sindaci Pd del comprensorio, sono fatti gravissimi, che nascondono un rischio non solo politico, ma soprattutto culturale, nei confronti della politica locale e nazionale. Innanzitutto, esprimo tutta la mia solidarietà alle due colleghe, attaccate ingiustamente, anche se apparentemente per motivi diversi, come donne prima che amministratrici".

L'attacco all'ex sindaco di Castrocaro, Francesca Metri, e soprattutto quello al primo cittadino di Galeata, la giovane Elisa Deo, non ha lasciato indifferente Rosaria Tassinari, a capo del Comune di Rocca San Casciano.

"Non si tratta di battaglie politiche, da combattere alla luce del sole, nelle sedi politiche e nei consigli comunali, quando sono in gioco gli interessi dei cittadini, il bene comune, gli ideali politici. Si è usata l’arma dell’insinuazione per colpire il Sindaco in quanto donna. Perché queste donne sono state attaccate? Perché rappresentano il nuovo che si fa strada nel futuro e questo fa paura ai vecchi partiti e alla vecchia politica che non vuole il rinnovamento. Gli attacchi personali nascondono mezzucci di chi non sa affrontare il nuovo che avanza a tutti i livelli, nonostante le attuali confusioni politiche nazionali e internazionali. Queste due donne sono un simbolo da abbattere. Ecco perché una è stata esclusa dal panorama politico e l’altra è già sul davanzale della finestra. Io voglio che sia salvata, prima che cada di sotto, perché con lei salviamo tutte noi donne".

"Che cos’hanno queste due donne in comune di pericoloso per la vecchia politica dei partiti-padroni (vecchi e nuovi, di un piccolo paese o di Roma, di destra, di centro e di sinistra)? Primo. Sono state scelte da un partito. Ma nel  corso del mandato hanno amministrato in modo indipendente, senza rispondere alle vecchie logiche partitiche, cercando di rispondere alle richieste dei cittadini, al bene comune, all’interesse di tutti. Secondo. Hanno amministrato con intelligenza, passione, impegno, capacità, altruismo e generosità, compiendo forse anche errori, ma non secondo le vecchie logiche di una parte. Terzo. Sono giovani e come tali sono doppiamente pericolose, perché, se fanno bene, hanno davanti un futuro assicurato come amministratori. Sono un pericoloso modello da abbattere, da defenestrare, perché le altre donne e i giovani le potrebbero imitare al di fuori delle vecchie logiche delle congreghe, delle lobby e delle “famiglie partitiche”. Dare spazio a queste donne trentenni e quarantenni, come dimostra il successo inequivocabile dei grillini alle ultime elezioni amministrative, significherebbe iniziare un processo di rottamazione della vecchia politica partitica, con conseguenze inimmaginabili".


"Quarto - conclude la Tassinari - Queste brave e giovani donne sono da defenestrare anche perché hanno un lavoro o una professione (non sono professioniste della politica), conducono una famiglia, amministrano la cosa pubblica. Conclusione.  Prima che come amministratrici, devono essere defenestrate come donne.  Quindi, donne, giovani e cittadini, rifiutiamo il metodo della defenestrazione politica, attraverso gli attacchi personali e moralistici, impegnandoci insieme per una politica come “gestione della cosa pubblica, della città”.

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