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Attacco frontale di Fratelli d'Italia al vescovo: "Badi agli italiani, catto-comunisti infiltrati in diocesi"

"Se, come annunciato, tale documento sarà diffuso anche tramite lettura durante le prossime funzioni domenicali saremo di fronte ad una imbarazzante chiesa che si fa militante"

“Spiace dover constatare che col documento diramato dal Vescovo Corazza e dal Consiglio pastorale diocesano vengono clamorosamente in luce le infiltrazioni catto-comuniste che hanno spesso infettato la anomala vita diocesana nel nostro territorio”: è il duro attacco alla diocesi da parte di Francesco Minutillo, referente di Fratelli d’Italia. L'attacco riguarda il documento diocesano in cui si affrontava il tema della fratellanza.

Il vescovo Livio Corazza aveva espresso “profonda preoccupazione e disagio per l’acuirsi di toni e atteggiamenti discriminatori e intolleranti nei rapporti interpersonali e sociali, che inquinano le relazioni in tante parti del mondo e anche nelle nostre popolazioni”, concludendo “ci auguriamo che in un sussulto di umanità ritrovata ogni persona e soprattutto ogni cristiano riconosca nell'altro, in ogni altro, un fratello da amare in Cristo Gesù”.

Parole che Minutillo rilegge sul fronte dell'immigrazione: “E’ intollerabile infatti che il Vescovo della nostra diocesi si faccia strumentalizzare dalle polemiche proprie della sinistra sulle nuove politiche che tentano il contenimento dell’invasione pseudo-migratorie attualmente in  essere. Lo dico con amarezza sia da cattolico osservante, praticante e convintamente credente quale sono, sia quale esponente di un partito - Fratelli d’Italia - che si rispecchia totalmente nei valori della cristianità”.

Va quindi al punto: “Quando Mons. Corazza riferisce di una “esclusione dei profughi a prescindere” di “scarto dei poveri e disprezzo dei deboli” di “muri innalzati per un distorto concetto di sicurezza” e di “negazione della dignità umana” non solo mente sapendo di mentire facendo riferimento ad una realtà che vede solo lui ma, di più, si rende complice di una polemica politica di basso livello propria di quel PD oramai allo sbando e che attende con ansia e preoccupazione l’imminente consultazione elettorale che andrà a rompere anche gli inconsueti sodalizi tra i poteri temporali, delle fondazioni, delle cooperative di accoglienza ed il mondo diocesano”.

“Egregio Mons. Corazza: non ci risulta che l’attuale normativa non consenta ai veri profughi di ricevere l’asilo politico che meritano. Piuttosto siamo di fronte ad una politica che finalmente distingue tra chi ha bisogno di aiuto e chi invece si professa finto profugo solo per delinquere, sopraffare se non per seminare odio islamico e religioso. I muri, questi sì distorti, sono ormai solo quelli che una questa Chiesa bergogliana sta innalzando con i propri fedeli sempre più disorientati e confusi e che frequentano sempre meno le assemblee liturgiche. Eviti dunque di fare politica e pensi piuttosto ai tanti poveri italiani della nostra città che vengono sempre più discriminati anche da una Chiesa più preoccupata del politicamente corretto che della vera solidarietà”.

Ed infine: “Se, come annunciato, tale documento sarà diffuso anche tramite lettura durante le prossime funzioni domenicali saremo di fronte ad una imbarazzante chiesa che si fa militante e servitrice di interessi contrari non solo alla sua dottrina  ma anche alla sua storia e che decide di entrare in una campagna elettorale peraltro dalla parte sbagliata. E che non comprende che questa volta l’assemblea dei fedeli non la seguirà e, soprattutto, non resterà in silenzio a guardare”.

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