Aumento di portata dell'inceneritore, FdI chiede indennizzi per i rifiuti di Cesena e Ravenna

“Riteniamo irricevibile l'accordo che è stato preso sulla testa dei forlivesi di aumentare da 120mila a 135 mila tonnellate annue i rifiuti urbani da incenerire nell’impianto Hera di Coriano, con la scusa dell'emergenza Covid"

“Riteniamo irricevibile l'accordo che è stato preso sulla testa dei forlivesi di aumentare da 120mila a 135 mila tonnellate annue i rifiuti urbani da incenerire nell’impianto Hera di Coriano, con la scusa dell'emergenza Covid, e riteniamo inoltre si debbano rinegoziare gli accordi che permettono ai Comuni di Ravenna e Cesena , e territori limitrofi, di conferire ai nostri impianti i loro rifiuti. Chiediamo che in attesa della sospensione di questi invii indesiderati , che aumentano il volume di massa incenerita a Forlì, le rispettive amministrazioni corrispondano al Comune di Forlì una cifra da stabilire a parte , stante la certezza che diossine e furani prodotti dalla combustione del termovalorizzatore sono sostanze tra le più inquinanti al mondo e che i limiti di legge che regolano la materia per le diossine sono non soltanto obsoleti ma, soprattutto, non cautelativi della salute umana". Torna sull'argomento dell'inceritore il vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia Fabrizio Ragni, a cui si somma il presidente del circolo "Caterina Sforza". di Fratelli d'Italia, nonché consigliere comunale Marco Catalano.

“Chiediamo che non si penalizzino oltre misura i cittadini forlivesi che si sono sobbarcati l'onere quotidiano di separare e conferire i loro rifiuti nei bidoni della raccolta 'porta a porta' facendo raggiungere quote di assoluto rilievo regionale nelle statistiche della raccolta differenziata. Non è più accettabile che a fronte di un'oggettiva riduzione di rifiuti si aumenti il quantitativo di materiale incenerito a Forlì, soltanto perché questo è stato stabilito con accordi tra ex sindaci (il riferimento è a Drei) o attuali amministratori e governatori del centrosinistra. I due sindaci del Pd di Cesena , Lattuca, e di Ravenna, De Pascale, al di là degli accordi che hanno preso con Hera, contribuiscano alle spese che Forlì sostiene in ambito ambientale, e con i soldi che le due amministrazioni verseranno la giunta Zattini potrà garantire ai cittadini ed alle imprese cittadine consistenti sgravi in bolletta, con particolare riguardo ai residenti nella zona di Coriano, dove insistono non uno ma due inceneritori, è la proposta di Ragni e Catalano.

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Nel merito, Fratelli d'Italia, preso atto della nascita di Alea e dell' introduzione del sistema “porta a porta” che ha permesso di raggiungere una quota dell’82% di raccolta differenziata sommando i 13 Comuni del territorio forlivese propone – come ha chiesto già il sindaco Zattini – una revisione degli accordi con conseguente riduzione della portata del Termovalorizzatore Hera di Forlì, possibilmente a 60mila tonnellate annue come 10 anni fa, con l'obiettivo di spegnerlo del tutto non appena saranno maturate le condizioni. Nel frattempo, Catalano presenterà un ordine del giorno nella prossima seduta del consiglio comunale chiedendo “che l'amministrazione avanzi formalmente la richiesta di contributi alle giunte comunali di Ravenna e Cesena e che si possano rinegoziare gli accordi per l'incenerimento con Regione, Arpae ed Hera nell'esclusivo interesse dei cittadini forlivesi”.

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