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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Ausl della Romagna, i sindacati: "Fondamentali le Case della Salute"

Giovedì Cgil Cisl Uil di Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena hanno consegnato alla Direzione Generale dell’Ausl Romagna le loro osservazioni sull’atto aziendale (il documento che ha il compito di delineare la progettazione organizzativa della nuova azienda).

Giovedì Cgil Cisl Uil di Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena hanno consegnato  alla Direzione Generale dell’Ausl Romagna le loro  osservazioni sull’atto aziendale (il documento che ha il compito di delineare la progettazione organizzativa della nuova azienda). “Come già accennato nel corso degli incontri di presentazione dell’Atto Aziendale le osservazioni sono in coerenza con i contenuti dei protocolli sottoscritti con la CTSS e vertono principalmente sul nuovo ruolo dei Distretti, sullo sviluppo dei servizi territoriali, sul reticolo ospedaliero, sulle possibili sinergie con l’IRCSS e sulla funzione amministrativa a sostegno del territorio e del reticolo ospedaliero” si legge in una nota congiunta di Cgil Cisl e Uil delle 4 città romagnole

“Le osservazioni individuano i criteri e gli indirizzi relativi al  rafforzamento e sviluppo del ruolo dei Distretti Sanitari, alla riorganizzazione della Rete Ospedaliera e dei servizi sul territorio, ed alla definizione della Rete Oncologica dell’Ausl della Romagna, in continuità con i contenuti sottoscritti nei protocolli con la CTSS.  Le osservazioni si  sviluppano su tre punti salienti: la valorizzazione del ruolo del distretto sanitario, il riordino della rete ospedaliera e dei servizi territoriali e la rete oncologica della Romagna”

“Per quanto riguarda la valorizzazione del ruolo del distretto sanitario - prosegue la nota - le osservazioni puntano su un’organizzazione che, anche attraverso la definizione del budget distrettuale e la sua gestione, sia in grado di garantire: forte collegamento con le comunità locali, l’intera gamma dei servizi di assistenza primaria, l’integrazione con la rete dei servizi socio sanitari e sociali territoriali, l’integrazione con i servizi erogati dal reticolo ospedaliero . A tal fine CGIL CISL  UIL hanno chiesto un approfondimento sulla realizzazione delle Case della Salute, quale luogo privilegiato per garantire ai cittadini i servizi territoriali erogati secondo modelli innovativi, con  la massima prossimità possibile, il pieno coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale e degli specialisti ospedalieri, ponendo le condizioni per  lo sviluppo della medicina di iniziativa, il rilancio della prevenzione per tutte le fasce di età, un nuovo protagonismo delle professioni sanitarie, il progresso delle infrastrutture logistiche ed informatiche e lo sviluppo di un sistema di cure territoriali intermedie”.

“Quanto al riordino della rete ospedaliera, questo  si basa sull’organizzazione delle prestazioni nella logica del reticolo, sfruttando, per la parte oncologica, tutte  le possibili sinergie con l’IRCSS, Tutti i presidi esistenti sul territorio romagnolo dovranno essere considerati come stabilimenti di un unico ospedale reticolare. Ciò deve permettere di garantire capillarmente attività  che per costo, organizzazione, tecnologie e competenze specialistiche, non possono essere erogate in ambito distrettuale  e una gamma di prestazioni con un’equa distribuzione territoriale delle specializzazioni (secondo il principio della massima efficacia dell’intervento, della casistica e dell’intensità di cura). Le sinergie con l’IRCSS sono finalizzate a costruire e valorizzare la Rete Oncologica Romagnola, in grado di garantire una risposta assistenziale più efficiente, omogenea ed integrata, organizzata e gestita, dal punto di vista organizzativo, in accordo con l’Ausl Romagna”.

Per Cgil Cisl e Uil “la declinazione di tali principi sul piano organizzativo, permette di rafforzare pienamente il ruolo dei Distretti, di garantire in termini omogenei sul territorio romagnolo gli orari di apertura dei servizi, di realizzare tutte le sinergie con l’IRCSS. Ma non solo: permette di migliorare l’organizzazione amministrativa a sostegno del rapporto con i cittadini e con le strutture sanitarie, garantendo altresì un sistema capillare di controllo della spesa e di realizzare un nuovo modello capace di investire sullo sviluppo di prestazioni sul territorio orientato esclusivamente ai concreti bisogni sanitari dei cittadini e sulla necessità di ampliare la gamma di prestazioni oggi non presenti in Romagna”.

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