Ausl Romagna, il voto contrario di Vietina: "Piccoli comuni inascoltati"

A mettere sul tavolo le tante criticità è Simona Vietina, sindaco di Tredozio

"Ancora troppe le domande senza risposta sulla sanità romagnola. Nella conferenza territoriale socio-sanitaria non sono stati infatti chiariti aspetti salienti legati al personale o agli investimenti del nuovo ospedale di Cesena". A mettere sul tavolo le tante criticità è Simona Vietina, sindaco di Tredozio. "Hanno parlato di 626 assunzioni in due anni - dice -. Ma quante di queste unità sono tecnici, quanti infermieri, quanti medici, quanti precari stabilizzati, quanti garantiscono il turn over?  Si registra che in tre anni sono stati nominati 40 direttori di struttura complessa, ma quanti sono a copertura dei pensionamenti e quante fughe di personale verso altre aziende ci sono state? I dati di questo esodo di professionisti è l'indicatore più importante che sottolinea una grave criticità. Quali sono i numeri dei contenziosi tra dipendenti e Ausl di fronte alla Magistratura?".

"Si parla da tempo del nuovo ospedale di Cesena - rincara Vietina -. Attualmente siamo in presenza solo di uno studio di prefattibilità e di un impegno generico della Regione a stanziare 100 milioni di euro, ma nulla è definito. Io ho tutta l’intenzione di impegnarmi per la sanità romagnola ma a fronte di una programmazione chiara e seria, che coinvolga davvero i territori e che risponda realmente ai bisogni dei cittadini. Occorre anche approfondire le verifiche su ogni singola voce inserita nei bilanci sia per quanto riguarda quello di fine esercizio 2017 che quello di previsione 2018".

"I Comuni, soprattutto quelli piccoli, restano completamente inascoltati - prosegue -. Nella conferenza territoriale socio-sanitaria abbiamo un ufficio di presidenza composto dai sindaci di Ravenna, Forlì Cesena, e Rimini, dai presidenti delle Province, che spesso sono gli stessi sindaci già indicati, i presidenti di Distretto sempre scelti dai primi quattro.  Si è fatto un regolamento che ha trasformato l’ufficio di presidenza da organo che, per legge, doveva avere solo funzioni di impulso e coordinamento, ad organo di governo della conferenza territoriale socio-sanitaria. Il legislatore non ha inteso attribuire all’ufficio di presidenza alcun potere decisionale autonomo diversamente da quanto invece avviene".

"Tutti gli altri sindaci sono di serie B - rincara la dose Vietina -. Ci viene consegnato un bilancio complesso di 114 pagine che dobbiamo valutare in 10 giorni, un tempo non sufficiente e non congruo. E’ una questione di metodo. Si mettano sul tavolo tutte le criticità dell’Ausl Romagna e si dia a tutti i sindaci la possibilità di intervenire nel processo decisionale. Solo così anche le coperture e gli investimenti potranno avere un senso. Sono comunque contenta che la mia proposta di allargare l'ufficio di presidenza in modo da garantire una maggiore partecipazione anche dei territori più marginali sia stata accolta. Vedremo nelle prossime settimane come questa proposta sarà effettivamente concretizzata. Su questo porro' la massima attenzione".

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