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Ausl unica, Bartolini (FI-Pdl) attacca: "Promossi dirigenti senza merito"

"Dai primi atti post fusione delle quattro Ausl romagnole emerge massiccia riconferma dei dirigenti". E' quanto afferma il consigliere regionale di Forza Italia-Pdl, Luca Bartolini

"Dai primi atti post fusione delle quattro Ausl romagnole emerge massiccia riconferma dei dirigenti". E' quanto afferma il consigliere regionale di Forza Italia-Pdl, Luca Bartolini. Esordisce l'esponente del centrodestra: "Il varo dell'Ausl unica di Ravenna, impropriamente chiamata della Romagna, l'esperimento di ingegneria istituzionale in campo sanitario pensato a Bologna a favore di Ravenna e messo in pratica a scapito di Forlì, Cesena e Rimini, ha generato nell'opinione pubblica un'inquieta aspettativa di novità nella riorganizzazione dei servizi. L'unico dato, pero', che emerge dai primi atti post-fusione delle quattro Ausl preesistenti è la massiccia riconferma dei dirigenti".

"Direttori sanitari, direttori amministrativi, direttori di distretto, direttori di dipartimento si apprestano ad essere riconfermati senza alcuna valutazione di merito e risultato - continua Bartolini -. E, sempre stando ai primi atti e alle indiscrezioni, sono proprio i soli dirigenti dell’ex Ausl di Ravenna quelli promossi a ricoprire i ruoli apicali della nuova Ausl unica. Sembra di assistere a una parata di dirigenti del Pcus, il partito comunista sovietico ai tempi dell’Urss, in occasione della sfilata annuale celebrativa della rivoluzione d’ottobre: stesse facce, immediato allineamento grazie a capacità di trasformismo straordinarie, alla maggioranza interna al PD, fino ad un anno fa bersaniana, successivamente lettiana, da dicembre tutta renziana. Per molti di questi dirigenti, quindi, si tratta dell’eterno ritorno dell’identico, l’imperituro mantenimento del potere personale e di ristretta casta nonostante risultati spesso deludenti e perfino fallimentari".

Conclude Bartolini: "Nella “nuova” Ausl unica della Romagna, sempre più Ausl di Ravenna allargata, presto si completerà la massiccia infornata di conferme di soliti noti nei ben remunerati posti apicali e si assisterà a una serrata battaglia politica interna al PD per tentare di imporre dirigenti non tanto in base a criteri di competenza ma unicamente nella logica di avvantaggiare un territorio rispetto a un altro. Una logica che vede il Pd ravennate in una posizione di indubbia forza. Tutto, in definitiva, è destinato gattopardescamente a cambiare affinché nulla cambi, tranne la qualità dei servizi che, stando ai cupi annunci  già fatti, sono destinati a peggiorare per i cittadini".

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