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Domenica, 14 Agosto 2022
Politica

Ausl Unica, Bartolini: "Il direttore conferma il deficit: a rischio i piccoli ospedali"

"Il direttore Generale Des Dorides risponde alla mia denuncia riguardo alla presenza di un deficit di 20 milioni di euro nel bilancio della nuova Auslona confermando, indirettamente, quanto da me sostenuto"

Continua la discussione sul bilancio dell'Ausl Unica, iniziata con la denuncia del consigliere regionale di Forza Italia, Luca Bartolini, che, dopo la risposta arrivata dal direttore, ritorna sul tema. “Il direttore Generale Des Dorides risponde alla mia denuncia riguardo alla presenza di un deficit di 20 milioni di euro nel bilancio della nuova Auslona confermando, indirettamente, quanto da me sostenuto”.

“Premesso che, seguendo il suo ragionamento, il direttore generale dà per scontato che rivincerà il centro sinistra e che questa è una valutazione che stride con il suo ruolo, che teoricamente dovrebbe essere soltanto tecnico, ci dice comunque che, non solo con la nuova Ausl non vi saranno i risparmi promessi, ma che servirà un ulteriore sforzo, mettendo le mani avanti rispetto a quelli che chiama ‘integrativi di spesa’, che dovranno essere valutati dalla Regione, che è pronta a sostenerli subito dopo le elezioni. - afferma Bartolini -  Al di là delle sue inopportune valutazioni politiche-elettorali,  questa è la conferma temuta del buco nel bilancio. La Regione, infatti, è già stata allertata che i soldi stanziati in base alla spesa storica del 2013 per le quattro ex Ausl non saranno sufficienti e che occorrerà da un lato trovare nuovi fondi, attingendoli dagli attesi 160 milioni provenienti dal Governo, dall’altro predisporre un piano di rientro perché la fusione non sta generando i risparmi e le efficienze propagandate”.

“Scontato che Des Dorides cerchi di difendere il proprio operato, mi preoccupa molto che i sindaci, quelli di Cesena e di Forlì in testa, abbiano sottoscritto il documento propedeutico all’Atto aziendale predisposto dalla direzione generale dell’Ausl della Romagna senza chiedere conto del perché, dopo solo otto mesi di attività, ci sia già bisogno di chiedere alla Regione ripiani di spesa. Il mio timore è che il piano di rientro per ridurre il deficit che verrà coperto dalla Regione passi attraverso la chiusura di strutture ospedaliere periferiche come ad esempio il Nefetti di Santa Sofia o l’Angioloni di San Piero in Bagno. Mi batterò con tutte le forze affinché i costi generati da un progetto di fusione fallimentare e da una gestione inadeguata non siano pagati dai cittadini con ulteriori ticket e con la dolorosa rinuncia a presidi ospedalieri”, conclude.

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