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Ausl unica di Ravenna, Bartolini: "Forlì è sempre più penalizzata"

“Il 1° gennaio 2014 è stata istituita l’Azienda USL della Romagna e contestualmente sono cessate le preesistenti Aziende USL di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini": queste le prime parole del consigliere regionale

“Il 1° gennaio 2014 è stata istituita l’Azienda USL della Romagna e contestualmente sono cessate le preesistenti Aziende USL di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. Il primo atto del Direttore Generale della neo costituita Ausl di Romagna, dott. Andrea Des Dorides, è stato la conferma degli assetti organizzativi e gestionali delle preesistenti aziende sanitarie e l’approvazione di un Regolamento contenete indicazioni operative per la predisposizione, l’adozione e la formalizzazione delle deliberazioni e delle determinazioni dirigenziali".

È quanto ha dichiarato Luca Bartolini, Consigliere regionale del Gruppo FI-PDL.

"Il Regolamento dispone l’istituzione di un Tavolo permanente costituito dai direttori amministrativi e dai direttori sanitari operanti nei territori delle preesistenti Aziende sanitarie, finalizzato all’attuazione degli adempimenti immediati e di primo periodo (90 giorni) conseguenti alla intervenuta costituzione della Azienda USL della Romagna, che si riunisce di regola ogni settimana e svolge l’istruttoria delle proposte degli atti deliberativi che saranno presentati dai rispettivi Direttori Sanitari e/o Direttori Amministrativi di riferimento. La gestione e la verbalizzazione del percorso deliberativo nonché la verbalizzazione dell’attività del Tavolo permanente sono state affidate a un ex dirigente amministrativo dell’Unità Operativa Affari Generali dell’Azienda USL di Ravenna. A tale dirigente amministrativo, però, collocato a riposo per raggiunti limiti di età, era stato affidato con deliberazione n. 693 del 15/12/2011 del Direttore Amministrativo dell’Ausl di Ravenna un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, per una spesa complessiva di euro 144.204, della durata di 24 mesi e, pertanto, terminato il 15/12/2013, quindi ben prima dell’entrata in funzione, il 1° gennaio 2014, dell’Azienda USL della Romagna”.

“Si tratta in tutta evidenza – ha affermato Bartolini – di una vicenda poco chiara. Ho, pertanto, presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere come sia possibile per il dirigente amministrativo in questione continuare a prestare la propria opera in seno al Tavolo permanente della neonata Ausl unica della Romagna nonostante il suo contratto di collaborazione con l’Ausl di Ravenna sia terminato due settimane prima dell’entrata in funzione dell’Ausl unica (01/01/2014). Ho, inoltre, chiesto alla Giunta Errani se la prosecuzione dell’incarico non configuri una situazione di sostanziale illegittimità, dato che un contratto di collaborazione coordinata e continuativa terminato il 15/12/2013 non può rientrare né nella previsioni dell’articolo 5 comma 1 della legge regionale n. 22 del 2013, che ha prorogato il contratto di lavoro dei direttori sanitari e amministrativi delle preesistenti cessate Ausl, né in quelle della deliberazione n. 5 del 17/01/2014 approvata dal Direttore Generale della neo costituita Ausl di Romagna avente ad oggetto “Conferma assetti organizzativi e gestionali delle preesistenti aziende sanitarie di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini”. Ho chiesto, poi, a quanto ammonti a carico del bilancio dell’Ausl unica della Romagna il costo della prosecuzione dell’incarico del dirigente e quando sia previsto abbia termine e se non si ritenga illogico che fra tanti dirigenti in capo alla nuova AUSL della Romagna provenienti dalle cessate AUSL di Forlì, Cesena e Rimini non si sia trovato un altro dirigente capace di svolgere le funzioni suindicate. La vicenda, al di là della dei rilievi di illegittimità di cui ho chiesto conto alla Giunta regionale, è un esempio lampante della logica e della condotta “Ravenna centrica”, da me sempre denunciata, che pervade l’Ausl unica della Romagna (sempre più a conferma della mia tesi di  “nuova AUSL di RAVENNA allargata”), il Direttore generale e il neo istituito Tavolo permanente, che rischia di penalizzare gli assetti organizzativi preesistenti nelle altre province e i territori di riferimento”.

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