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Ausl Unica, Anna Rita Balzani: "Squilibrio sulla riorganizzazione del sistema sanitario"

Anna Rita Balzani chiede il supporto dei medici per tracciare una nuova rotta: “E' importante anche conoscere quali sono le criticità che chi vive da dentro il mondo della sanità ha riscontrato e sta riscontrando in seguito al nuovo assetto”.

Sull'Ausl unica, la candidata a sindaco della coalizione di centrodestra, Anna Rita Balzani, evidenzia "uno squilibrio sulla riorganizzazione del sistema sanitario". “Questo è un regalo che ci ha lasciato il presidente della Regione Errani – attacca il candidato – un bel pacchetto privo di contenuto che il sindaco uscente ha cercato di restituire al mittente, ma senza successo. Quello che possiamo fare ora è avere voce in capitolo e partecipare attivamente alla riorganizzazione del sistema”.

“Ci siamo ritrovati con una qualità inferiore rispetto a quello a cui eravamo abituati in passato - chiosa Balzani -. Questo va in controtendenza con gli investimenti fatti sull’Irst che a mio avviso ha bisogno di un ospedale di riferimento importante ed ha bisogno di concentrarsi sulla ricerca e non solo sulla cura”. Al fianco di Balzani il segretario regionale della Fesmed e direttore del reparto di chirurgia endocrina dell’ospedale di Forlì, Alberto Zaccaroni: “Di sanità, non so se per colpa nostra o per colpa dei candidati, non se ne è parlato tanto. Secondo me se ne doveva parlare di più. Il problema salute è qualcosa che deve interessare tutti e la sanità deve essere un campo di incontro non di scontro politico”.

Sulla Ausl Unica, Zaccaroni è cristallino: “Non sono stati fatti percorsi, né date linee di indirizzo. Ci mancano tutti i pezzi e ovviamente si palesano i disagi di mandare avanti qualcosa che deve poter funzionare”. "Due i problemi allarmanti - ha evidenziato -. Quello che riguarda gli utenti e quello relativo al personale. Se i primi si lamentano delle lunghe liste di attese per esami, visite e prestazioni del pronto soccorso, i secondi non sono in condizione di dare risposte alle persone perché mancando il personale non si riesce ad evadere tutte le prestazioni.

“I medici del pronto soccorso non vanno di certo a lavorare serenamente – ha esemplificato Zaccaroni -  perché hai paura quando arrivano le sei del mattino, con 20 persone che ti stanno aspettando, di non essere più lucido”. E ha aggiunto: "il “gioiello” Morgagni Pierantoni deve fare i conti con un sistema e strumentazioni molto limitate, come l’apparecchiatura Tac che un giorno sì e uno no è rotta". “Questo perché non essendoci ancora un asset aziendale, non si sa come fare”, ha chiarito il Zaccaroni, “i tempi si dilatano e succede che noi dobbiamo chiedere scusa per qualcosa che non funziona, ma non per colpa nostra”.

Ciò che in primo luogo manca è un atto aziendale che permetta al sistema di ripartire, di liberarsi dall’ingessatura fatta di ostacoli burocratici come le graduatorie separate per i diversi ospedali, la sostituzione dei medici e gli acquisti strumentali. “In questo scenario ci chiediamo che parte abbiano e che ruolo svolgeranno le eccellenze forlivesi (chirurgia, oncologia) e se questo non comporti alti rischi per il mantenimento del livello di qualità attuale della sanità forlivese, perché vanno bene i 7 milioni di euro previsti dalla Regione per l’Irst di Meldola, ma non può essere un contentino a supplire una discriminazione territoriale e non possiamo permetterci di perdere i nostri servizi per fare da cavie a un progetto voluto dalla Regione che è minato alla radice dalla mancanza di una legge che dia una chiara progettazione territoriale”, ha dichiarato Balzani, che in questo modo ha dato il là a Zaccaroni per parlare dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola: “L’irst deve essere collegato a Forlì così come si deve avere una apertura mentale maggiore che esca dal campanilismo in cui ci troviamo”.

"Da Forlì - è stato ricordato - sono andati via un gastroenterologo e un senologo che probabilmente non verranno rimpiazzati  e questo porterà ad un rischio concreto, cioè che le liste d’attesa vengano cancellate, con 200 esami che non verranno effettuati e con altrettanti pazienti a rischio di non essere operati per l’asportazione per un tumore al seno e che dovranno attendere almeno due mesi per entrare in sala operatoria. La riorganizzazione del sistema parte anche da una migliore gestione delle risorse che preveda inoltre un budget anche per i medici di base il cui lavoro potrebbe coadiuvare i pazienti e i medici del pronto soccorso. C’è tanto da fare ma che ruolo dovrà avere la prossima amministrazione in tutto questo?".

“Di certo quello che dovrà fare il prossimo sindaco di Forlì è presidiare in modo attento e impegnato sul processo di riorganizzazione dei servizi sanitari e del personale, salvaguardando gli assetti e gli interessi della città e del territorio - ha concluso Balzani - è importante anche conoscere quali sono le criticità che chi vive da dentro il mondo della sanità ha riscontrato e sta riscontrando in seguito al nuovo assetto”.

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