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Ausl unica, Morrone (Lega): "Ecco il 'ring' sanitario del PD"

"La vicenda Ausl unica porta a galla fratture e protagonismi sinistroidi" - esordisce così il segretario Prov.le del Carroccio, Jacopo Morrone, all'indomani dello sbotto unilaterale del Sindaco di Forlì, Roberto Balzani

"La vicenda Ausl unica porta a galla fratture e protagonismi sinistroidi" - esordisce così il segretario Prov.le del Carroccio, Jacopo Morrone, all'indomani dello sbotto unilaterale del Sindaco di Forlì, Roberto Balzani, sull'avanzamento della partita Ausl unica romagnola. "Il progetto di accorpamento coatto delle quattro Ausl romagnole si sveglia oggi zoppo e tumefatto da contrasti politici interni. Una frattura insostenibile che innesca ahimè ricadute infauste sul comprensorio romagnolo e sui cittadini. Il faccia a faccia Balzani - Lusenti e la schiera di Sindaci che lo spalleggia pone in evidenza schiacciante le contraddizioni e le discrepanze all'interno del PD locale tra chi accetta supinamente, come soldatini telecomandati da Bologna, le decisioni e i diktat calati dall'alto e chi invece si pone delle domande e le mette sul piatto della bilancia.."

"Ci meravigliamo" - prosegue Morrone - "che nessun Sindaco o Presidente di Provincia si sia posto fino ad oggi dei dubbi su quello che la Lega Nord ha sempre definito una "scatola vuota", un contenitore sanitario campato in aria che schiaccia le specificità ospedaliere territoriali e ne ipoteca le eccellenze. Un progetto, quello dell'Ausl unica, vuoto di contenuti e progettualità di lungo periodo, di ripartizione dei costi e dislocazione delle risorse e delle funzioni operative. Un'operazione politica oscura da 2 miliardi di euro di spesa annua (non briciole...), a tratti contraddittoria che non mette in luce i vantaggi concreti per il cittadino e non garantisce il mantenimento degli standard elevati di erogazione dei servizi socio-sanitari."

"Il tempo del silenzio stampa, dei bavagli e delle decisioni imposte dai vertici del PD bolognese è giunto al termine. Gli esperimenti embrionali di Area Vasta (la Centrale operativa, i laboratorio di Pievesistina..etc..) hanno fallito non innescando quegli effetti positivi tanto propagandati dai baroni di sinistra."

Infine conclude il Segretario leghista: "La rivisitazione della rete ospedaliera romagnola deve passare da una condivisione progettuale con le associazioni di categoria, gli ordini professionali coinvolti e gli utenti. Ad un iter progettuale democratico va affiancata un'informazione capillare sui territori, nei Comuni, nei quartieri, per garantire il massimo della trasparenza ai cittadini che invece oggi sono messi da parte."

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