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L'assessore regionale Lusenti

L'assessore regionale Lusenti

Ausl Unica, tempo di pace. Super vertice in Regione per puntare all'obiettivo

Super vertice giovedì pomeriggio in Regione, sul tema, diventato caldissimo negli ultimi giorni, dell'Ausl Unica. Gli attori di questa unione erano tutti. La Regione ha consegnato il materiale da visionare: la bozza di legge

Super vertice  giovedì pomeriggio in Regione, sul tema, diventato caldissimo negli ultimi giorni, dell'Ausl Unica. Gli attori di questa unione erano tutti presenti: oltre all'assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti e al direttore generale Sanità e politiche sociali della Regione, Tiziano Carradori, i presidenti delle Conferenze socio sanitarie territoriali di Forlì, Paolo Zoffoli, Cesena, Paolo Lucchi, Ravenna, Claudio Casadio  e Rimini, Andrea Gnassi. Inoltre i presidenti delle Provincie di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi e Rimini, Stefano Vitali e i sindaci di Ravenna e Forlì, Fabrizio Matteucci e Roberto Balzani.

"L'incontro di oggi rappresenta un altro passo avanti verso la costituzione dell'Azienda sanitaria unica della Romagna. Ha consentito di approfondire la discussione e di individuare le modalità che consentono alle comunità locali di partecipare attivamente al processo in corso garantendo il mantenimento dei servizi sui diversi territori", afferma Lusenti.  Si è avviata la discussione sui principi e gli interventi normativi necessari per la costituzione dell'Azienda Usl unica che, come condiviso tra i partecipanti all'incontro, dovrà avvenire entro l'anno in corso.Il coordinamento ha poi valutato necessaria l'elaborazione di un documento contenente le linee generali che dovranno caratterizzare la futura Azienda Usl unica, utili ad accompagnare la stesura della proposta di legge regionale. Il prossimo incontro del coordinamento, nella comune volontà di arrivare in tempi stretti a definire il quadro necessario, si terrà giovedì 30 maggio.

“E' stato un incontro positivo, la Regione ci ha consegnato il materiale da visionare: la bozza di legge sull'Ausl Unica, che da tempo avevamo chiesto, e tutti i documenti utili per andare avanti”. Secondo Zoffoli il clima dell'incontro è stato “costruttivo, abbiamo puntualizzato tutti che, oltre la legge, devono esserci i contenuti”. A breve è previsto un nuovo incontro di aggiornamento. Nel frattempo si devono fare i compiti. “Ci aggiorneremo a breve, portando le nostre osservazioni per dare sicurezza al territorio. Torno a casa ragionevolmente soddisfatto, con la consapevolezza che tutti  hanno capito quali erano i nostri problemi, che, tra l'altro sono condivisi. Probabilmente c'erano state delle incomprensioni”, sostiene Zoffoli.

“Lavoreremo sulle indicazioni collaterali alla legge. E' stato ribadito che tutti siamo per l'Ausl Unica, sulla legge non ci sono problemi. Ora dobbiamo trovare gli accordi che garantiscano l'operatività sui territori”, conclude.

Intanto in consiglio provinciale il vicepresidente della Provincia Guglielmo Russo ha dato la sua versione personale sulla polemica in corso: “Noi come Forlì ci siamo stati, con l’approvazione all’unanimità dei documenti. Il meccanismo è stato concordato con tutti: due volte con le organizzazioni sindacali. Molto lavoro c’è ancora da fare ed è l’impegno che tutti ci siamo presi.  Il percorso prevede una legge regionale, con la formazione di una conferenza socio-sanitaria di area vasta e di nomina di un direttore generale unico. Per quello che ho vissuto io in prima persona, questo processo non è stato oggetto né di ritardi, né di reticenze. Sono tutte questioni sul tavolo. La legge non affronta il tema della riorganizzazione dei servizi sanitari, che sta in capo ala programmazione regionale e locale, con i Pal, vale a dire la programmazione socio-sanitaria locale. Penso che in un tavolo istituzionale di 8 persone ci sia tutta la possibilità di discutere e approfondire legittime perplessità. Vorrei sottolineare che qui siamo tutti impegnati e convinti che quest’operazione deve mettere in sicurezza e a sistema la sanità romagnola, valorizzando le vocazioni territoriali. Nessuno vuole depauperare l’ospedale di Forlì, anzi ne va definito chiaramente il futuro: ad esempio la presenza dell’Irst definisce una chiara vocazione oncologica”.

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