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Martedì, 7 Febbraio 2023
Sanità / Meldola

Automedica soppressa, proteste bipartisan: "Serve un confronto con i territori"

Fratelli d'Italia annuncia "un’ulteriore interrogazione all’Assessorato regionale affinchè questo progetto di riordino venga rivisto". Anche Massimo Bulbi (Pd) ha presentato un'interrogazione

Continua a far discutere la soppressione dell'auto medica nella Vallata del Bidente, confermata mercoledì dal direttore generale dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori. “Riteniamo assolutamente inaccettabile la risposta fornita dal dettore generale Carradori ai sindaci del territorio forlivese sul tema del taglio della automedica, risposta che peraltro arriva senza uno straccio di confronto, in spregio a coloro che ogni giorno dai banchi delle istituzioni cercano di risolvere i problemi dei cittadini, sindaci in primis", sono le parole di Marta Evangelistici, capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d'Italia.

"Respingiamo anche nel merito quanto affermato dallo stesso Direttore generale  perché  il riferimento giuridico citato non parla di mezzo avanzato con medico o con infermiere in via alternativa ma solo con entrambi ed anche sul piano delle responsabilità è del tutto evidente che le stesse pesano diversamente essendo figure professionali non identiche. Anche sul piano delle cause riguardanti il mancato reclutamento del personale, il direttore dovrebbe interrogarsi rendendo conto alla Regione  - che invece dovrebbe chiedere – circa il rispetto temporale degli stessi alle norme di legge, in modo da offrire davvero la possibilità ai professionisti interessati di potervi partecipare effettivamente", prosegue.

"Risultano così legittime le preoccupazioni dei Sindaci forlivesi che debbono invece trovare nella Regione e nella Azienda un interlocutore attento e preparato nel saper coniugare diritto alla salute e situazione territoriale - continua l'esponente di Fratelli d'Italia -. Per questo auspichiamo altresì  che allo stesso tavolo di confronto possano sedere anche le categorie di professionisti interessati, al fine di trovare la soluzione migliore – anche tra le proposte che ci risulta alcuni di essi abbiano avanzato – quella cioè che allo stesso tempo  possa  essere più attrattiva per i professionisti stessi, anche giovani, in grado di garantire la sostenibilità dei costi e di rispondere ai bisogni primari di salute provenienti soprattutto da quei cittadini che abitano territori più difficili. Da parte nostra presenteremo un’ulteriore interrogazione all’Assessorato regionale affinchè questo progetto di riordino venga rivisto e venga favorito il confronto istituzionale e tra categorie professionali richiesto".

Anche il consigliere regionale dem Massimo Bulbi ha presentato un'interrogazione per risolvere le criticità, coinvolgendo gli enti locali e organizzazioni sindacali. “L’obiettivo - ha sottolineato il consigliere - è di modificare il progetto per migliorare l’assistenza offerta ai cittadini. La sospensione dell'attività dell'automedica di Meldola, per effetto della grave carenza di medici del settore dell'emergenza, implica la riduzione della capacità di intervento poiché una sola automedica dovrebbe dare copertura ai territori dei Comuni del distretto forlivese (Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro, Meldola, Civitella di Romagna, Galeata, Santa Sofia, Predappio, Premilcuore, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Dovadola, Rocca San Casciano e Portico di Romagna) aventi complessivamente una superficie territoriale di circa 1100 chilometri quadrati, a cui si aggiunge, in caso di contemporanea emergenza sanitaria, anche la copertura dei territori di Brisighella, Modigliana e Tredozio (essendo quella di Forlì l’automedica più vicina).

"La maggior parte di questo territorio è collinare e montano con tempi di percorrenza notevolmente più lunghi rispetto a quelli di pianura. Questa riorganizzazione - ha chiuso Bulbi - appare affrettata, rischiosa e pertanto non condivisibile, in quando presentata senza una preventiva discussione con le Istituzioni locali, con i sindacati e anticipatrice di una complessiva riforma in discussione a livello regionale".

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