Sabato, 13 Luglio 2024
Autonomia

Autonomia differenziata, c'è il sì al referendum abrogativo. Pompignoli: "Un colpo di coda antidemocratico". Il Pd: "E' una riforma sbagliata"

No di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Rete civica, Gruppo Indipendente e di Massimiliano Pompignoli (Gruppo Misto)

La Regione Emilia-Romagna si aggiunge alla compagine referendaria per l'abolizione della legge sull’autonomia differenziata. L’Assemblea legislativa, dopo  una lunga maratona cominciata nella giornata di martedì e proseguita per tutta la notte, ha approvato mercoledì mattina poco dopo le 9 la proposta a prima firma di Marcella Zappaterra (Pd), sottoscritta da Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa), Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini Presidente), Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle), Giulia Pigoni (Italia Viva) e Silvia Zamboni (Europa Verde), per l’indizione di referendum abrogativo della legge recentemente approvata dal Parlamento su proposta del governo Meloni.

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L'Assemblea ha eletto Stefano Caliandro (Pd) come delegato per le pratiche relative ai quesiti referendari, mentre Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle) è stata eletta delegata supplente. Nel corso del lungo dibattito, in gran parte con voto elettronico su ordini del giorno e emendamenti - 1307 quelli presentati da Lega, Rete Civica, Gruppo Misto e Gruppo Indipendente - il centrosinistra e Movimento 5 Stelle hanno sostenuto l'importanza del referendum contro una riforma di cui hanno sottolineato gli aspetti profondamente negativi per la tenuta della coesione sociale e il conseguente rischio di aumento delle differenze fra le aree più ricche e quelle più fragili del Paese. Opposta la posizione del centrodestra, che ha accusato il centrosinistra di incoerenza per aver sostenuto in un primo tempo  l'autonomia differenziata salvo poi chiederne ora l'abolizione. "Questa è una bufala, la proposta dell'Emilia-Romagna era diversa e mirava a migliorare la qualità della vita dei cittadini", è stata la replica del Pd.

Il commento di Bonaccini

“Con una maratona di 24 ore d'Aula per superare l'ostruzionismo della destra - sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - l'Assemblea legislativa della nostra Regione, dopo quella della Campania di lunedì, ha appena votato due quesiti referendari per cancellare la proposta sbagliata e divisiva del Governo e, in subordine, per stabilire che prima di devolvere qualsiasi funzione, il Parlamento e il Governo debbano definire e finanziare i Livelli essenziali delle prestazioni per tutto il Paese”. Via libera dell’Aula “su iniziativa congiunta di Pd, Europa verde, Emilia-Romagna coraggiosa, Italia Viva, Lista Bonaccini presidente e Movimento 5 stelle”.

“L'Emilia-Romagna ha sempre sostenuto ogni processo di decentramento che avvicinasse le decisioni ai cittadini e ai territori - prosegue Bonaccini -, ma dentro un quadro chiaro di unità dell'Italia e in una logica di solidarietà e uguaglianza dei diritti. La legge Calderoli, che non mette un euro sei Lep e prevede invece che in molte materie si possa procedere all'autonomia differenziata senza alcuna garanzia di equità territoriale, rischia di spaccare ulteriormente il Paese su pilastri essenziali quali la sanità e l'istruzione. Per questo va cancellata”. “Dopo Emilia-Romagna e Campania, nelle prossime settimane saranno chiamate a pronunciarsi anche le altre Regioni e Toscana, Puglia e Sardegna hanno già annunciato la propria adesione a questa iniziativa. Col voto di cinque Consigli regionali - chiude il presidente della Regione - sarà dunque possibile chiedere l'indizione del referendum, in analogia a quanto ha già fatto il Comitato promotore nazionale la scorsa settimana a Roma”.

Le parole di Pompignoli

“L’autonomia è legge, Bonaccini se ne faccia una regione. Se si andrà referendum, questo Paese ne uscirà sconfitto in tutti i sensi”. Queste in aula le parole del consigliere regionale Massimiliano Pompignoli che ha definito quello della Regione Emilia Romagna “un colpo di coda illegittimo e antidemocratico, un percorso per l’autonomia differenziata disconosciuto all’ultimo secondo, iniziato nel 2017 sotto i migliori auspici e le parole più concilianti del Presidente Stefano Bonaccini che invocava maggiori poteri e competenze definendo l’Emilia Romagna la locomotiva d’Italia”.

“Una Regione che, a ragion veduta, avrebbe dovuto essere premiata per le ottime performance che l’hanno sempre contraddistinta - ha aggiunto -. O almeno questa era l’intenzione della sinistra. Quantomeno fino a giugno scorso, quando l’autonomia è divenuta legge. A rimescolare le carte in tavola ci ha pensato il volta faccia del Presidente Bonaccini, affetto da un’amnesia scomposta, visto che già nel 2020 sbandierava e rilanciava l’importanza dell’autonomia differenziata per l’Emilia-Romagna.”

Per Pompignoli, “lo spettacolo portato in aula dal Pd è stato vergognoso e illegittimo. Con una vera e propria forzatura al regolamento interno dell’Assemblea Legislativa, abbiamo assistito ad una corsa contro il tempo per discutere e votare ben due richieste di referendum abrogativo sull’autonomia differenziata, di contenuto peraltro differente, prima delle dimissioni del governatore Stefano Bonaccini (attese tra l’11 o il 12 luglio), neoeletto parlamentare europeo".

"Se l’obiettivo era il referendum, sarebbe stato doveroso applicare le regole della democrazia e raccogliere le 500mila firme necessarie, ma il Pd ha scelto la via più facile: piegare l’istituzione alle sue volontà, con l’arroganza di un provvedimento calato dall’alto e compromettendo l’efficienza e la trasparenza del processo e delle regole amministrative", ha concluso il consigliere Pompignoli.

La reazione del Pd forlivese

“Dopo il deposito la settimana scorsa del quesito referendario alla Corte di Cassazione da parte di tutti i partiti di opposizione (Pd, M5s, Iv, Avs, +Europa, Psi, Prc), di Cgil e Uil, e altre associazioni - afferma Gessica Allegni, segretaria territoriale del Pd Forlivese – “il voto di Bologna segna un altro importante passo in avanti per fermare l’applicazione di una riforma sbagliata, divisiva, demagogica, che mina alle sue fondamenta principi basilari della nostra Costituzione, quali l’unità nazionale e la sussidiarietà”.

“L’ostruzionismo della destra, sguaiato e inutilmente rumoroso - prosegue la segretaria dem - non ha potuto fermare la volontà di tutelare l’Unità nazionale con gli strumenti previsti dalla nostra Costituzione e attendiamo che, dopo la Campania, anche Toscana, Puglia e Sardegna si uniscano alla richiesta di referendum.”

“Non si può pensare di avviare un processo di decentramento senza prima aver previsto un quadro di riferimento adeguatamente finanziato di garanzia di equità sociale attraverso la definizione dei Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) in tutto il Paese - ribatte Allegni -. Per noi i servizi essenziali, quali sanità, istruzione, politiche energetiche, devono essere universali: non possiamo accettare che la salute, le opportunità di studio e di lavoro debbano dipendere dal luogo in cui si nasce".

"E’ inaccettabile che la Presidente del Consiglio Meloni - conclude Allegni - per mantenere il potere svenda la sua anima nazionalista al progetto secessionista della Lega di Salvini, che, dopo la debacle elettorale, torna ai vecchi cavalli di battaglia, nella speranza di recuperare il consenso perduto. I migliori auguri di buon lavoro a Stefano Caliandro (Pd) eletto come delegato per i due quesiti referendari e a Silvia Piccinini (M5S) delegata supplente. Da parte del Partito Democratico ci saranno massimo supporto e costante mobilitazione, per sostenere una battaglia giusta, da cui dipende il futuro della nostra democrazia"

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