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Azienda sanitaria unica, Di Maio (PD): "La strada è tracciata"

"Il documento approvato all'unanimità dalla Conferenza socio sanitaria del territorio forlivese, è un fatto importante. Rappresenta un altro mattone che il territorio forlivese aggiunge alla costruzione di una casa comune romagnola"

"Il documento approvato all'unanimità dalla Conferenza socio sanitaria del territorio forlivese, è un fatto importante. Rappresenta un altro mattone che il territorio forlivese (in questo caso attraverso i suoi sindaci in maniera unitaria e senza distinzioni di schieramento politico) aggiunge alla costruzione di una casa comune romagnola in cui cominciare davvero a confrontarsi e ad assumere le decisioni a beneficio dell'intero territorio romagnolo". Lo ha dichiarato Marco Di Maio, segretario territoriale del PD a Forlì

"L'idea di un'unica azienda sanitaria romagnola, che sosteniamo da tempo, va sostenuta e rafforzata con un altro passo, che proponemmo già alcuni mesi fa, vale a dire la nascita di un luogo comune di programmazione in cui tutti i territorio romagnoli possano confrontarsi sulle politiche di area vasta. Lo strumento è quello delle conferenze territoriali, come ricordano giustamente anche i sindaci nel documento approvato mercoledì mattina; bisogna unire le sedi di programmazione politica e istituzionale, processo da cui discenderà la possibilità di razionalizzare in maniera efficace le quattro aziende sanitarie che operano in ambito romagnolo" continua l'esponente del centrosinistra.


"Questo passo si inserisce nel solco di un lavoro di riorganizzazione dell'intero apparato pubblico - conclude Di Maio - che può partire proprio dalla Romagna e di cui Forlì vuole essere protagonista; la riorganizzazione dei servizi comunali (già in atto in molte zone, a Forlì avviata col documento congiunto delle 15 Comuni forlivesi) e la rimodulazione delle Province (direzione nella quale sta andando anche il Governo) sono argomenti di primaria importanza per il futuro delle comunità locali, per continuare ad assicurare servizi ed essere di supporto allo sviluppo locale. E' la cifra su cui si misurerà la nostra capacità di innovazione e cambiamento. E' una sfida che non riguarda solo la politica, ma tutte le forze economiche, sociali e culturali, tutte le organizzazioni che operano e vivono in Romagna"

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