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Balzani e Pinza d'accordo: "La Romagna deve essere unita"

Lunedì sera il confronto tra il sindaco di Forlì e il potente ex vice-ministro dell'economia in occasione della presentazione del libro "Romagna city" di Paolo Gambi. "La classe dirigente deve cambiare passo"

La Romagna deve essere più unità: la questione non è se la si vuole chiamare provincia o Area vasta, ma come superare i campanilismi e le divisioni della classe politica locale. Roberto Balzani e Roberto Pinza, sindaco ed ex vice ministro dell’Economia, sembrano pensarla allo stesso modo sul dibattito in corso sull’idea di una provincia unica romagnola. L’occasione per il confronto tra i due è stata la presentazione del libro “Romagna city” di Paolo Gambi, lunedì sera al centro di via Marcolini a Forlì.

“Mentre l'esperienza dei cittadini è coesiva, il mercato politico costruisce gli steccati – ha detto Balzani - abbiamo una classe politica che fa il contrario di quello che vorrebbe la comunità romagnola; il ceto politico non rappresenta il sentire dei romagnoli”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Pinza: “La classe politica romagnola ha avuto momenti moto tristi e mediocri, quando il ruolo principale del politico era proteggere il proprio villaggio dagli altri villaggi – ha chiosato -. Poi ha saputo dare il meglio di sé quando sono nati i grandi progetti sovracomunali, come Ridracoli, l’Università, la E45, la sanità. Bisogna riprendere un capacità di guardare oltre i propri confini”.

Così Balzani ha rilanciato la sua proposta: “Occorre cambiare la direzione in corso con processi di aggregazione dal basso, che il ceto politico non vuole – ha detto -. Una sfida dura, che implica di rompere una mentalità; i feudi politici di tipo locale non hanno più senso di esistere, prima o poi bisognerà fare i conti con questa realtà”.

Il tema non è se chiamarla provincia unica oppure no (tema sul quale nelle settimane scorse Balzani e Pinza si sono divisi): “Non importa il nome, ma la struttura migliore per dare una risposta a un milione di persone”, ammette il sindaco.

E’ d’accordo con lui l’ex vice ministro, oggi presidente “volontario” dell’Irst: “Le classi dirigenti dirigono e non speculano sulla scarsa conoscenza delle persone – ha detto Pinza -; per dirigere insieme bisogna mettersi insieme sui grandi progetti. Ma i progetti devono essere grandi, come le idee in politica altrimenti non si va da nessuna parte”.
 

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