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Il caso politico

Bastoni estensibili e Tso, Emilia Romagna Coraggiosa porta il caso in Regione

Questi strumenti, adottati esclusivamente come mezzo di autodifesa, se utilizzati contro persone bisognose di assistenza sanitaria possono diventare pericolosi", si legge nell'interrogazione

Fare sì che le procedure per il Trattamento Sanitario Obbligatorio (Tso) vengano applicate in modo rigoroso, coerente e omogeneo su tutto il territorio regionale, compreso quello di Forlì, e che sia impedito il ricorso a strumenti di offesa contro cittadini indifesi in un momento di particolare fragilità e sofferenza. A chiederlo è un'interrogazione di Emilia Romagna Coraggiosa in cui si ricorda come "è notizia di questi giorni che il vicesindaco del Comune di Forlì, con delega alla Sicurezza, intende dotare la polizia locale di 'bastoni estensibili' da utilizzare, con la motivazione dell'autotutela per il personale, anche nell’esecuzione dei trattamenti sanitari obbligatori (Tso). Questi strumenti, adottati esclusivamente come mezzo di autodifesa, se utilizzati contro persone bisognose di assistenza sanitaria possono diventare pericolosi: nei giorni scorsi sono state recapitate due lettere di protesta indirizzate all'Amministrazione comunale di Forlì per denunciare la gravità dell'accaduto".

Da qui l'atto ispettivo per chiedere alla giunta "se sia appurato che le procedure per il Tso vengano applicate in modo rigoroso, coerente e omogeneo su tutto il territorio regionale, compreso quello di Forlì, e che sia impedito il ricorso a strumenti di offesa contro cittadini indifesi in un momento di particolare fragilità e sofferenza, nonché quali strumenti sia intenzionata a introdurre per garantire piena vigilanza sull’attuazione delle procedure, affinché tutti gli attori coinvolti nell’effettuare un trattamento sanitario obbligatorio rispettino e facciano rispettare la legge".

L'interpellanza è stata presentata da Federico Amico, firmata anche dal consigliere regionale Pd Massimo Bulbi. Interviene Articolo Uno Forlì ed Emilia Romagna Coraggiosa Forlì: "Ci auguriamo che la presenza di un’interpellanza regionale conduca la giunta forlivese alla consapevolezza della necessità che anche nel nostro territorio venga adottato un protocollo condiviso tra polizia locale e ausl territoriale, che regoli con chiarezza l’effettuazione dei trattamenti e degli accertamenti sanitari obbligatori psichiatrici garantendo così maggiore sicurezza sia ai cittadini che agli operatori coinvolti, anche tramite piani di aggiornamento della formazione in merito".

"La nostra regione - proseguono è all’avanguardia nell’attenzione ai diritti, alla dignità e ai bisogni dei cittadini più vulnerabili ed ha di conseguenza deliberato già nel 2019 le linee di indirizzo per la redazione di protocolli locali in materia di Tso e Aso, riteniamo che sia decisamente il momento che anche il Comune di Forlì si attivi per recepirle e dotare il nostro territorio dei protocolli indicati, così che le incaute parole del vicesindaco Mezzacapo possano almeno condurre, seppur involontariamente, a fornire anche il nostro territorio di un ulteriore strumento normativo per la tutela di tutti i cittadini".

Commenta la notizia anche il capogruppo di Forlì e Co. Federico Morgagni: "La presentazione di una interrogazione in Regione sulle dichiarazione degli amministratori forlivesi in merito all'utilizzo di bastoni per i Tso rappresenta l'ennesima conferma della gravità dell'accaduto e dello sconcerto che ha suscitato ben oltre i confini della nostra città. Forlì è sempre stata ed è tutt'ora una comunità solidale, che considera motivo di vanto assistere chi ha bisogno e difendere i più fragili, e dunque non merita di essere associata a frasi pronunciate da chi, evidentemente, rimane estraneo a questa storia e sentire comune".

"Per quanto ci riguarda ci riteniamo del tutto insoddisfatti per la "commedia degli equivoci" di omissioni, imbarazzi e mezze scuse andata in scena durante lo scorso consiglio comunale - conclude Morgagni -. Su un tema come questo, la chiarezza è d'obbligo. Di conseguenza al prossimo consiglio presenteremo insieme alle altre forze di centrosinistra una mozione che impegnerà il Comune di Forlì a dotarsi di un apposito protocollo per la gestione dei Tso che recepisca gli indirizzi della apposita Delibera della Regione. Si potrà così finalmente chiudere questa triste vicenda e dotare la nostra città di un adeguato strumento per la gestione di interventi sanitari che si devono svolgere assicurando sempre il rispetto del malato, della sua dignità umana e dei suoi diritti civili". 

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