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M5S, espulsa anche Pirini a Forlì: "Pronta a farmi da parte"

"Beppe Grillo ci ha espulsi. Ma rimaniamo nel Movimento 5 Stelle". A dar l'annuncio Raffaella Pirini, consigliere comunale di DestinAzione Forlì.

Emilia-Romagna ancora una volta falcidiata dalle espulsioni dal Movimento 5 Stelle. Questa volta ad essere stato stroncato è il gruppo dirigente dei grillini di Forlì, ed in particolare di Raffaella Pirini, consigliera comunale di DestinAzione Forlì. Ai primi di novembre anche lei è stata destinataria di una lettera di espulsione dal movimento, tecnicamente si tratta di una lettera di un avvocato in cui la si diffida ad utilizzare “anche solo per allusione al nome o ai marchi di proprietà del sig. Grillo Giuseppe e alla sua immagine”.

La doccia fredda è arrivata, molto probabilmente, per la presa di posizione di Pirini contro le espulsioni a catena in tutta l’Emilia-Romagna, pancia elettorale di Beppe Grillo, dal consigliere regionale Favia, ai consiglieri Tavolazzi a Ferrara e Salsi a Bologna. L’espulsione era già data per scontata, in verità, bastava infatti notare che nessun forlivese compariva, pur avendone i requisiti, nelle liste per le Parlamentarie, il voto via posta elettronica gestito da Grillo-Casaleggio, per la scelta dei candidati parlamentari del M5S.Pirini ne ha parlato lunedì mattina in una conferenza stampa alla presenza di una folta schiera di tg nazionali.

Nel caso di Pirini, dal momento che l’investitura di Grillo è arrivata successivamente alle elezioni, l’avvocato ha rilevato la mancanza formale di non avere alcun riconoscimento esplicito da Grillo a far riferimento al M5S, eppure sul sito del comico genovese DestinAzione Forlì comparì nell’elenco delle famose liste col “bollino”. Senza contare che Beppe Grillo da anni, ben prima della nascita del Movimento5 Stelle, è venuto e a Forlì per affiancare Pirini e l’associazione ClanDestino nella lotta ai due inceneritori cittadini.

Pirini lamenta di non aver mai ricevuto risposta alle sue lettere di risposta all’avvocato e di aver tentato invano per settimane di contattare Beppe Grillo. Niente da fare, a quanto pare, infatti, il suo staff fa da body-guard del comico: “Ritengo il Movimento 5 Stelle un movimento sano, fatto di persone perbene, rilevo però un problema di staff di Grillo”, si limita a dire Pirini. E di lanciare un’ancora di salvataggio: “Se il problema è della mia persona sono pronta a farmi da parte, ma non si delegittimi tutto il lavoro del meetup di Forlì”. Pirini, tuttavia, che vanta un “pedigree” ambientalista e di battaglie civili ormai decennale, non lascerà la carica di consigliere comunale, proprio perché frutto di quelle battaglie.

IDV - L'Italia dei Valori di Forlì ha espresso attraverso il coordinatore provinciale Tommaso Montebello "piena solidarietà alla consigliera Pirini ed all'intero gruppo forlivese espulso dal Movimento 5 Stelle. Conosciamo il valore di queste persone che da sempre portano avanti battaglie in favore dei cittadini e riteniamo che gli attivisti storici del M5S abbiano il diritto di poter dire la loro opinione relativamente alla democrazia interna al loro movimento. A tutto il gruppo auguriamo una buona continuazione della loro attività".

PARDOLESI - Sulla questione è intervenuto anche Fausto Pardolesi di Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei: "Il re è nudo. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere è la frase che si usa in queste circostanze. Ormai è evidente che il comico, che faceva ridere tanti anni fa, adesso è diventato un piccolo despota impotente davanti alle idee delle altre persone che hanno preso parte al "suo" movimento e che non sapendo come fronteggiare obiezioni e dibattito non trova di meglio che mandarle fuori dai "cxxxxxx". Sorge quasi il dubbio che chi non viene espulso sia privo di colonna vertebrale. Conosco l'impegno delle persone che a Forlì hanno animato il ClanDestino, con cui ho condiviso il percorso dell'opposizione alla costruzione dell'inceneritore nuovo di Hera e del raddoppio di quello Mengozzi. La loro parabola nel movimento a 5 stelle ha avuto la logica conclusione, sono persone con un loro cervello attivo e quindi "fuori". Tante volte non siamo stati in sintonia ma questa volta più che mai, non capisco il loro fermo intento di rimanere ancorati a un simbolo, di proprietà privata, che per loro è vietato. Non mi sento di dare consigli, ma auspico che lascino perdere il grillismo e il suo simulacro di politica fintamente partecipata, e se ne hanno ancora voglia si impegnino altrove".

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