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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Bilancio, Peruzzini (Forlì SiCura) a muso duro: "Irpef, elemosina di qualche centesimo"

La lista, spiega il capogruppo Mario Peruzzini, "voleva un ribasso completo della pressione fiscale con l’addizionale Irpef"

"Forlì SiCura" ha votato nell'ultimo Consiglio comunale a favore del bilancio di previsione 2019-2021, senza non lesinare critiche al sindaco Davide Drei. La lista, spiega il capogruppo Mario Peruzzini, "voleva un ribasso completo della pressione fiscale con l’addizionale Irpef, dopo che Drei e company hanno portato via 14 milioni di euro più del necessario ai cittadini in 4 anni". Peruzzini snocciola qualche dato: "L’anno che verrà porterà a 14.171 cittadini con reddito tra 8mila e 15mila euro uno sconto di 71 euro e per altri 34.129 con reddito fino a 28mila l’elemosina di 4,21 euro per l’intero anno sull’addizionale Irpef.  In pratica i primi non pagheranno più circa 5.90 centesimi al mese, mentre ai secondi avranno uno sconto sulle tasse di 35 centesimi al mese. Non è forse imbarazzante questo sbandierato e famigerato aiuto alle fasce deboli?".

Argomenta ancora Peruzzini: "Nel 2014 siamo partiti con l’entusiasmo e la voglia di realizzare sogni per una città in difficoltà. Visioni, progetti ed opportunità ben chiare all’orizzonte, poi la politica cammina con le gambe delle persone capaci o meno. Il resoconto di questi anni, purtroppo, non ha entusiasmato nessuno. Niente sviluppo, infrastrutture per favorire imprese ferme al palo come grandi opere a partire dal complesso del San Domenico, incompleto nonostante milioni di euro disponibili e progetti fatti da anni.  La perdita di lavoro non è stata recuperata come inconsistenti ed infruttuosi investimenti su cultura e turismo. Nessun confronto nella maggioranza, men che meno con l’opposizione che rappresenta il 45% dei cittadini".

Ricorda ancora il leader della lista civica: "I consiglieri di Forlì “SiCura” non votarono l’abominevole primo bilancio del mandato Drei (contestato anche dai sindacati con una manifestazione in consiglio), proprio perché andava contro uno di quei sogni, ovvero ridurre la pressione fiscale di cittadini già tartassati, oggi pagano 3,5 milioni euro di tasse in più.  Aumentare l’addizionale Irpef al massimo è stata una manovra ignobile. Un'oscenità che non aveva nemmeno previsto di scaglionare il prelievo per fasce di reddito, come vuole la legge. Hanno dovuto differenziare e lo hanno fatto senza ritegno con uno 0,01%, tra uno scaglione e l’altro, partendo dal massimo applicabile. Ridicole le differenze, ad esempio i redditi di 55mila euro pagano lo 0,01% in più di chi ha un reddito annuo di 15.001 euro. E siamo partiti da un programma che doveva ridurre le tasse. Per 5 anni del suo mandato, stiamo parlando di circa 17,5 milioni di euro, meno uno, quello che abbiamo dovuto votare in consiglio, altrimenti nulla sarebbe cambiato".

"Quindi una “Rivolunione” (il motto nella campagna elettorale di Drei, ndr) costata 16,5 milioni di euro ai cittadini, nonostante le diverse decine di milioni di avanzi in bilancio e la diminuzione fisiologica del debito sbandierati in questi anni. Un’azione ingiustificabile, venduta come “necessaria per garantire i servizi”, di fatto per assicurarsi quella gestione assistenzialista, lamentata timidamente da qualche dirigente del Pd in Consiglio (Sansavini). Quasi 48 milioni di euro in 4 anni, sottratti ai forlivesi con l’addizionale Irpef.  Una media di 718 euro pagati da ogni cittadino con reddito superiore ad 8mila euro/anno (66.548 soggetti). Oggi assistiamo ad alla “geniale” operazione pre-elettorale degli scienziati della politica, con l’elemosina di qualche centesimo di euro".

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