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Sabato, 25 Maggio 2024
Politica

Bonaccini si candida alle europee: "Un nuovo inizio". Fdi: "Abbandona la nave, si dimetta subito"

In un messaggio social il Goverantore spiega perché ha accettato di candidarsi alle Europee nella circoscrizione del Nord-Est. Dura reazione di Fratelli d'Italia

La notizia era nell'aria da giorni, ma ora è ufficiale, il Governatore dell'Emila Romagna Stefano Bonaccini si candida alle elezioni europee. "Questo messaggio è per tutti voi emiliano-romagnoli, con enorme gratitudine. Oggi non finisce nulla, oggi è un nuovo inizio. Abbiamo ancora tantissima strada da percorrere insieme". Con queste parole Stefano Bonaccini su Facebook accompagna un lungo video messaggio, dieci minuti, in cui spiega perché ha accettato di candidarsi alle Europee nella circoscrizione del Nord-Est, come chiesto dalla segretaria Elly Schlein. "Per me è stata una riflessione lunga", dice leggendo il messaggio, "sono stati questi dieci anni" alla guida dell'Emilia-Romagna "importantissimi, belli, faticosi ma molto importanti". Lo riporta l'Agenzia Ansa.

FdI: "Si dimetta"

Dura la reazione di Fratelli d'Italia: "Con una sanità che non è più da tempo il fiore all’occhiello e i bilanci alle porte, il Governatore molla quella che per lui è evidentemente una patata bollente. Anche per questo chiediamo che Bonaccini rassegni immediatamente le sue dimissioni da presidente della Regione lasciando liberi i cittadini di scegliere il nuovo Governatore. La decisione di Bonaccini non ci coglie certo di sorpresa: da mesi era chiaro che l’attenzione del presidente non fosse per il destino degli emiliano romagnoli, ma per il suo futuro politico. Il minimo che possa fare ora è consentire ai cittadini di tornare alle urne nel minor tempo possibile".

Prosegue Fdi: "E' come Schettino che abbandona la nave dopo averla fatta affondare. Ad un anno dall’alluvione in Emilia-Romagna, con enormi buchi sulla sanità, dopo aver monopolizzato la stampa locale dicendo che si sarebbe impegnato per la nostra regione".

Lega: "A caccia del posto fisso"

“Due giorni fa si diceva pronto a effettuare il terzo mandato e oggi Bonaccini scappa di fronte alle responsabilità di governo della sua regione - attacca il consigliere regionale forlivese della Lega Massimiliano Pompignoli - Finalmente si alza il sipario su Stefano Bonaccini, sulla sua dipendenza dalla poltrona e sull’incapacità di portare a termine un mandato fragile, caratterizzato da una progressiva insofferenza a capire e ascoltare la propria gente, i territori e anche gli avversari. Bonaccini scappa nel momento più difficile, a meno di un anno dall’alluvione che ha distrutto buona parte della Romagna. Scappa di fronte a una ricostruzione che contesta ma decide di mettere da parte, anteponendo la propria carriera al futuro degli emiliano romagnoli, prediligendo una campagna elettorale per l’ennesimo posto fisso che a scadenza di mandato forse non sarebbe arrivato. In pieno stile Pd, dopo giorni di moine e giri di parole, getta la scialuppa in mare e prende il largo dopo aver lanciato la nave alla deriva. C’era da aspettarselo? Forse si, ma credevo che di fronte a una tragedia come quella dell’alluvione, alla necessità di fare squadra e mettere da parte la propria carriera, Bonaccini facesse una scelta più intelligente, più nel suo stile. Ma ancora una volta la sinistra lo ha fagocitato e acceso di avarizia. Dunque in bocca presidente, il centro destra è pronto a guidare l’Emilia Romagna".

Acri (La Civica): "Zattini e Bonaccini: trova le differenze"

"Il confronto sul piano politico tra il Sindaco Zattini che si propone per il secondo mandato ed il Governatore della regione Emilia Romagna Bonaccini che non trovando il terzo, vira verso uno scranno in Europa, appare un rebus con facile soluzione da leggere nel confronto dei percorsi politici e che non ammette paragoni in merito alla coerenza della figura pubblica - attacca Raffaele Acri (La Civica) - Il Sindaco Zattini accusato e disprezzato da comitati (molto) post alluvione, sostenuti da coordinatori di quartiere già in campagna elettorale prima dell’ufficiale candidatura, non ha temuto di proporsi per il secondo mandato nella volontà di terminare un percorso purtroppo minato da sventure epocali e ricominciare se i cittadini vorranno, cavalcando con leggerezza l’anagrafe che potrebbe volerlo sereno marito e felice nonno , con la volontà da scout per dimostrare che oltre a dare il meglio di se stessi, un lavoro iniziato deve essere portato a termine, prima di lasciare alla città un segno indelebile del suo passaggio. Sulla scelta del Governatore Bonaccini pesa invece come un macigno, non solo la valutazione di priorità nei confronti dei cittadini colpiti dall’alluvione che si aspettavano evidentemente una soluzione di continuità rispetto al suo incarico, ma vie più nessuno dimentica le polemiche seguite alla nomina del Generale Figliuolo quale Commissario alla ricostruzione post alluvione, laddove al Partito Democratico parve un affronto da parte del Governo di centro destra, non aver nominato il Governatore della regione nell’incarico. Cosa dunque sarebbe accaduto se il Governatore Bonaccini avesse lasciato oltre che l’incarico di Governatore regionale, anche quello di Commissario alla ricostruzione in relazione all’impianto organizzativo e procedurale che sarebbe stato legato alla sua firma ed alle autorizzazioni emanate? Per fortuna il risultato prodotto sul quartiere di Villafranca, a seguito dell’alluvione e ricostruzione del 2019 e le vasche di laminazione necessarie mai realizzate in regione, hanno correttamente consigliato il Governo nel merito della preferenza. Posto il massimo rispetto per le scelte individuali, ritengo che dopo la candidatura del Governatore Bonaccini alle europee, il Partito Democratico ed i suoi alleati possano evitare di profondere lezioni di opportunità e responsabilità nei ruoli istituzionali ed i cittadini di Forlì avranno un altro elemento di valutazione per le elezioni amministrative del prossimo 8 e 9 giugno".

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