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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Bufera nel Pd, "congelate" le dimissioni del capogruppo: "Ci ripensi"

Il gruppo consigliare del Partito Democratico per ora tiene "congelate" le dimissioni del capogruppo Maria Maltoni, date dopo il voto nell'ultimo Consiglio Comunale

Il gruppo consigliare del Partito Democratico per ora tiene "congelate" le dimissioni del capogruppo Maria Maltoni. Maltoni, la notte dell'ultimo consiglio comunale - in cui il gruppo del Pd si era spaccato sulla questione dei compensi di Livia Tellus, in parte saldandosi alle posizioni dell'opposizione - aveva annunciato la sua rinuncia al ruolo di capogruppo, che è poi quello di chi è chiamato a fare sintesi e rendere uniforme la posizione del principale partito di maggioranza al momento del voto in Consiglio. 

A dispetto di quanto maldestramente riportato da improvvisati "portavoce", molto nette erano state le parole di Maltoni nella comunicazione ai consiglieri: "Non è possibile per me gestire un gruppo consiliare in cui non c'è ascolto delle posizioni degli altri e non c'è la disponibilità di tutti a rivedere la proprie posizioni per trovare sintesi comuni.  Pertanto comunico che a far data dal 31 dicembre comunicherò per iscritto alla segreteria del consiglio le mie dimissioni". Nella sua missiva in cui dà le dimissioni Maltoni indicava dettagliatamente gli errori commessi a suo giudizio dal gruppo consigliare del Pd. Lo stesso gruppo del Pd, tuttavia, nella riunione di mercoledì sera ha chiesto, a grande maggioranza ma non all'unanimità, alla Maltoni di ripensarci, riconfermandole fiducia. La consigliera da parte sua non ha ceduto, richiamando di nuovo la necessità di maggiore unità del gruppo e del gruppo al sindaco e si è presa qualche gorno per sciogliere la sua riserva. "La situazione rimane in sospeso, farà le sue valutazioni personali e ce le comunicherà", spiega il segretario comunale del Pd Paride Maretti. Che continua: "Personalmente ritengo indispensabile che Maria Maltoni continui a svolgere il suo ruolo, per questo spero che ritiri le dimissioni".

Il "dramma" per il Pd si è consumato nell’ultimo Consiglio Comunale sulla questione dei compensi del presidente di Livia Tellus Gianfranco Marzocchi. Sulla spinosa questione le posizioni dell’opposizione si sono saldate a quelle di una parte del gruppo del Partito Democratico - attraverso la presentazione di due mozioni fotocopia entrambe approvate  -, operazione che di fatto ha messo all’angolo il sindaco Davide Drei e che si è conclusa con un applauso dei gruppi di minoranza stessi al termine dell’assise, in segno di vittoria.

IL CASO LIVIA TELLUS - La questione riguarda un aumento di compenso di Marzocchi, che siede a capo della holding delle partecipazioni comunali nelle società pubbliche Livia Tellus, la “cassaforte” del Comune. Il compenso di Marzocchi era stato rideterminato quando Livia Tellus è stata estesa alle partecipazioni azionarie degli altri Comuni dell'Unione, ed è stato portato a 46mila euro, mentre secondo un parere successivo della Corte dei Conti sarebbe dovuto diminuire del 20%, secondo quanto prescritto da una legge che non ammette le eccezioni che aveva fatto valere inizialmente il sindaco Drei. Il sindaco ha fatto valere il processo di razionalizzazione delle società partecipate, che ha portato alla diminuzione degli amministratori e una riduzione dei costi complessivi dei compensi dal 2014, con un calo del 29% , superiore al -20% previsto dalla legge (da 146mila euro a 104mila euro); tale costo scenderà a 102mila euro al termine del 2016.  Tuttavia, tale opera di razionalizzazione e concentrazione prevedeva un aumento del compenso della figura più alta, appunto quella di Marzocchi, elemento quest’ultimo bocciato dalla Corte dei Conti.

Entrambe le mozioni approvate nell'ultimo Consiglio Comunale, quella dell’opposizione e quella impegnavano il sindaco a rideterminare il compenso di Marzocchi in base ai criteri di legge e richiedere la restituzione delle somme percepite in eccesso. La mozione emendata del Pd ( presentata da Zanotti, Chiodoni, Ancarani, Zani, Bandini, Laghi, Castellucci, Peruzzini, Bertaccini P., Gentilini, queste ultime 3 poi ritirate). è quindi passata con il voto favorevole di tutti i gruppi consigliari, ed esclusione di tre consiglieri dello stesso Pd che si sono astenuti. La mozione analoga per contenuti delle opposizioni è stata anch'essa approvata, con il voto favorevole di Lega Nord, Forza Italia, M5S, Noi Forlivesi, Fratelli d'Italia (8 voti); contrari 6 consiglieri del Pd e astenuti altri 4 consiglieri dem (Bandini, Zani, Laghi e Ragazzini). Questo voto diviso del Pd ha fatto scattare le dimissioni del capogruppo Maltoni. Intanto l’assemblea dei sindaci dei Comuni soci di Livia Tellus (all’unanimità dei presenti, ma la nota non ha comunicato chi erano i sindaci presenti, ndr) ha espresso fiducia al vertice di Livia Tellus.

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