Burnacci (Pdl): "La Direttrice Generale dell’Ausl di Forlì e l’addizionale regionale I.R.P.E.F"

Nell’introduzione, la Capocasa aveva elogiato la Regione Emilia-Romagna per la scelta, nel 2013, di congelare gli aumenti di spesa dei diversi settori per dirottarli verso la Sanità

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

La Direttrice Generale dell’A.U.S.L. di Forlì, Capocasa, in una recente udienza conoscitiva con i consiglieri del Comune di Forlì, replicando ad una mia affermazione, ha dimostrato, con mia grande delusione, di essere più una donna di parte che un vero tecnico. Nell’introduzione, la Capocasa aveva elogiato la Regione Emilia-Romagna per la scelta, nel 2013, di congelare gli aumenti di spesa dei diversi settori per dirottarli verso la Sanità. Io, nel mio intervento, rispondevo che la Regione Emilia-Romagna, fin dal 2007, preleva un aumento addizionale tra i più alti d’Italia, con un’aggiunta elevata fino al massimo rispetto all’aliquota nazionale, fino al 2010 dello 0,9% e, dal 2011, dell’1,23%. Fin dal 2007, il Presidente Errani, usando tutta la discrezionalità di aumento fino al massimo di 0,5% si era impegnato a fare ritornare ai territori tutte le somme prelevate ai cittadini, (in aggiunta all’aliquota nazionale), a favore dei problemi della salute, ed in particolare per i non autosufficienti. Alle mie osservazioni, la Direttrice Capocasa si è esibita in una “politica” difesa della addizionale applicata dalla Regione Emilia-Romagna, affermando che lei sì nelle Marche paga un’addizionale elevatissima e che addirittura pensava di prendere la residenza nell’Emilia-Romagna, ove avrebbe pagato meno. Voglio tornare sulla questione, non per puntiglio, ma perché dispiace vedere i dirigenti appiattiti troppo sui politici per partito preso, quando il loro vanto dovrebbero essere, per le loro nomine e per la loro azione, i valori della competenza e dell’autonomia.
Nelle Marche, ove la Capocasa risiede, volendo trascurare i pagamenti dal 2007, rispetto alla odierna aliquota fissa nazionale dell’1,23%, la Regione si è comportata così per i diversi scaglioni di reddito:
a) fino a 15.000 euro di reddito, non ha aggiunto nessuna maggiorazione;
b) da 15.001 euro a 28.000 euro, ha aggiunto la maggiorazione dell’ 0,30%, ma solo sulla parte eccedente i 15.000 euro;
c) da 28.001 euro a 55.000 euro ha aggiunto la maggiorazione dello 0,47%, ma solo sulla parte eccedente i 28.000 euro;
d) da 55.001 a 75.000 euro la maggiorazione aggiunta è dello 0,49%, ma solo sulla parte eccedente i 55.000 euro;
e) oltre i 75.000 euro la maggiorazione dello 0,50% è solo sulla parte eccedente i 75.000 euro.
La Regione Emilia-Romagna, fin dal 2007, (quindi ogni anno) ha applicato le seguenti maggiorazioni, sia quando l’aliquota nazionale fissa era dello 0,9% (2007-2010), sia quando l’aliquota nazionale (2011-2013) è stata elevata all’1,23%:
a) fino a 15.000 euro di reddito ha applicato l’incremento regionale dello 0,2%;
b) da 15.001 a 20.000 ha applicato l’incremento dello 0,3% ma sull’intero reddito imponibile e non solo sulla parte eccedente i 15.000 euro;
c) da 21.001 a 25.000 euro ha applicato l’incremento dello 0,4%, pure sull’intero reddito imponibile;
d) oltre i 25.000 euro, l’incremento applicato è dello 0,5%, sempre sull’intero reddito imponibile.

Come la Direttrice Capocasa e tutti i cittadini possono facilmente vedere, c’è una bella differenza fra le maggiorazioni delle Regioni Marche ed Emilia-Romagna. L’Emilia-Romagna applica, fin dal 2007, l’incremento dello 0,2% anche sui redditi più bassi, sui quali “rode” i bisogni di prima necessità. Distribuisce poi lo 0,3%, lo 0,4%, sui redditi sempre bassi e, oltre i 25.000 euro, applica di già lo 0,5% che nelle Marche viene applicato oltre i 75.000 euro. In secondo luogo tali maggiorazioni sono attive dal 2007 e non solo dal 2011. La Regione Marche esenta dalla maggiorazione i redditi fino a 15.000 euro, con una socialità assai apprezzabile rispetta la progressività dei redditi medio bassi, sempre sulla parte eccedente lo scaglione di riferimento. Io non ho altro da aggiungere: la conoscenza è sempre una buona consigliera, anche e soprattutto per le persone competenti, cui non dovrebbe mancare neanche la sensibilità sociale.

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