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Burocrazia, Vietina: "Le grandi Unioni non sono funzionali per i piccoli comuni"

Questa l'opinione della parlamentare di Coraggio Italia e sindaco di Tredozio, Simona Vietina. L'intervento nasce dopo che sono stati segnalati ritardi nella consegna dei certificati per il referendum sulla cannabis

"Le grandi Unioni volute da Via Aldo Moro non sono funzionali per i piccoli comuni". Questa l'opinione della parlamentare di Coraggio Italia e sindaco di Tredozio, Simona Vietina. L'intervento nasce dopo che sono stati segnalati ritardi nella consegna dei certificati per il referendum sulla cannabis. "L’Anagrafe di Tredozio ha consegnato tutti i certificati lunedì e quindi ampiamente entro il 30 settembre - tiene a precisare Vietina -. Ammetto che, rispetto al limite delle 48 ore, abbiamo registrato un giorno di ritardo ma, vale la pena di ricordarlo, la nostra Anagrafe è composta di una sola persona che garantisce tutti i servizi e si occupa anche del ricevimento del pubblico".

"Per un comune piccolo come Tredozio, con risorse di personale limitate ma con le stesse incombenze di un grande comune e con tante priorità quotidiane da gestire, la sfida per ottemperare a tutti gli adempimenti burocratici è grande - prosegue -. Non mi sento, onestamente, di biasimare la nostra dipendente della quale conosco l’impegno e la dedizione. Il problema di mancanza di personale per i piccoli comuni è molto serio – incalza il primo cittadino –: occorrerebbero nuove risorse umane ma anche le eventuali assunzioni che un comune potesse permettersi restano comunque in capo all’Unione dei Comuni i cui tempi sono tristemente noti: per l’assunzione dell’operaio comunale abbiamo dovuto attendere oltre due anni e mezzo. Si tratta dell’ennesimo esempio che conferma come le grandi Unioni volute da Via Aldo Moro non siano funzionali per i piccoli comuni”.

"Faccio mio - conclude Vietina - il pensiero del presidente Anci Antonio Decaro: la trasformazione digitale anche degli istituti di partecipazione popolare è intervenuta in un momento complesso per molti Comuni, con uffici impegnati dal voto amministrativo in alcuni casi e con una non semplice fase di riorganizzazione e ripartenza delle attività dopo il periodo emergenziale. Appoggio in pieno la scelta di interpellare il Ministro dell’Interno e quello della Giustizia affinché si individuino soluzioni per fronteggiare questa ‘emergenza democratica’ senza che ciò ricada solo sulle spalle dei sindaci”.

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