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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Camera di Commercio

Camera di Commercio, la presidenza fa discutere. Confcommercio Forlì attacca Lattuca: "Invasione politica"

Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio, contesta le affermazioni del sindaco di Cesena e presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca, riferite alla elezione del nuovo presidente della Camera di Commercio di Romagna

C’è stata una maggioranza schiacciante, non è più tempo di recriminazioni”. Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio, contesta le affermazioni del sindaco di Cesena e presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca, riferite alla elezione del nuovo presidente della Camera di Commercio di Romagna. Per Zattini si tratta di un fatto "incredibile, perché ci si attenderebbe da un rappresentante delle istituzioni, che sono di tutti, l'imparzialità su materie che non lo riguardano. Invece Lattuca si schiera e abbraccia la causa di chi non ha rispettato il patto sottoscritto che prevedeva di eleggere un presidente rappresentante delle imprese, come hanno denunciato Confcommercio forlivese e cesenate che, per questa ragione, hanno scelto di non essere rappresentate nel consiglio camerale, visto il tradimento delle mission dell’ente stesso che si configura con questo grave oltraggio procedurale.  Al contrario, ad essere stato proposto come candidato presidente, è un esponente che non rappresenta le imprese, che è stato vicesindaco di Cesena per dieci anni, eletto nelle fila del Pd, lo stesso partito di Lattuca, il Partito Democratico".

"La cosa grave, per Confcommercio ma crediamo non solo per noi, è che Lattuca oltre a schierarsi, critica supposti toni sopra le righe, riferendosi alle centinaia di imprenditori che in maniera composta e civile hanno chiesto di essere rappresentati da un presidente che a loro faccia riferimento - attacca Zattini -. Ma con questa invasione di campo palese, il presidente della Provincia di Forlì-Cesena e sindaco di Cesena dimostra la veridicità di quello che le imprese hanno denunciato: e cioè l’invadenza della politica e del sistema che ad essa fa capo nella scelta del presidente. Lattuca difende quella logica, e dunque quella logica
esisteva, e guai a recriminare. Lo stesso discorso vale anche per il giudizio che il presidente della Provincia e il sindaco esprime a proposito delle vicende della banca Credito Cooperativo Romagnolo di Cesena, lamentando i toni troppo accesi che hanno preceduto l’assemblea sul bilancio e richiamando all’unità e "ad evitare accuse plateali che finiscono per inquinare i rapporti"".

Confcommercio, prosegue Zattini, "non entra nel merito della questione del Credito Cooperativo Romagnolo, ma è evidente che anche in questo caso Lattuca prende una posizione definita, invitando a non dividersi, come se le traversie degli ultimi anni con la perdita di una fetta cospicua del patrimonio dell’istituto bancario non dovesse preoccupare i soci e i correntisti. Per Lattuca l’importante è stare uniti e accodarsi, se non proprio accordarsi. L’impressione veramente sgradevole per i cittadini è che l’uscita calmieratrice del presidente della Provincia e sindaco di Cesena scaturisca dall’esigenza di legittimare alcune parti in campo e di criticare le altre, ree a suo avviso di alimentare le tensioni. Non arriviamo a dire che faccia parte di un gioco di squadra, ma il
sospetto è forte".

" In realtà, per la vicenda della Camera di Commercio di Romagna, la verità è esattamente opposta - prosegue il direttore di Ascom-Confcommercio -. Le tensioni sono state alimentate da chi ha presentato una candidatura fuori dalla logica che tutela le imprese. Ed è clamoroso e anche doloroso per i cittadini e gli imprenditori che un presidente della Provincia un sindaco affermi così perentoriamente che “non è più tempo di recriminazioni”. Secondo Lattuca le imprese non dovrebbero quindi recriminare e accettare in silenzio  quello che è successo, altrimenti se lo fanno, sono aggressive. In realtà c’è una sola cosa chiara nell'intervento fuori luogo di Lattuca: da che parte si schiera Lattuca stesso, che come aderente a un partito può dire ciò che crede, ma in quanto rappresentante delle istituzioni non avrebbe mai dovuto schierarsi su materie che non lo riguardano".

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