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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Campo solare

Campo solare di Villa Selva, spunta la convenzione con Regione e Provincia: "Tanti impegni disattesi"

Per Pompignoli si tratta di un "fallimento annunciato. Responsabilità importanti della Regione"

"Oltre un milione di euro, precisamente 1.342.000 euro, pari al 50% dell’investimento. È questa l’entità del contributo erogato dalla Regione Emilia Romagna a “Forlì Città Solare”, soggetto responsabile dell’area "Villa Selva" e realizzatore dell’intervento configurato come un impianto di trigenerazione a energia solare". Il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, torna sulla vicenda "del fallimento del campo solare di Villa Selva", sollevando "molteplici perplessità sulla natura e i termini della convenzione stipulata nell’estate del 2012 tra la Regione, la Provincia di Forlì-Cesena e la società “Forlì Città Solare”", oggi confluita in Forlì Mobilità Integrata, avente ad oggetto l’attuazione e il finanziamento dell’intervento energetico da realizzare nell’area ecologicamente attrezzata denominata “Villa Selva”, sita nella zona industriale del Comune di Forlì.

“Sono molte le criticità e i dubbi che ruotano attorno a questa convenzione", afferma Pompignoli, che si dice "pronto a convocare e interpellare in commissione l’assessore regionale di riferimento. Il ruolo di Provincia e Regione era molto chiaro. La convenzione parla di ‘attività di controllo e monitoraggio in merito all’attuazione e all’effettivo carattere collettivo dell’intervento finanziato” e di verifica di ‘eventuali irregolarità”. Più nel dettaglio, nel testo vengono elencate le numerose attività di controllo della Regione e quelle in capo alla Provincia, ente delegato ad esercitare un ruolo di supporto".

"Mi chiedo se questo controllo sia mai stato esercitato - prosegue Pompignoli - non tanto nella fase di rendicontazione delle spese sostenute, anch’essa molto importante, quanto piuttosto nella fase di verifica di omogeneità e coerenza dell’intervento finanziato. In parole semplici, sia la Regione che la Provincia avrebbero dovuto vigilare sulla sostenibilità economica dell’impianto e in particolare sull’equilibrio tra i costi di investimento e di gestione e l’attesa redditività. Secondo quanto riportato nella convenzione, in meno di dieci anni, ovvero dal 2014 al 2023, i ricavi derivanti dalla vendita di calore/servizi, stimati in 2.819.068,84 euro, avrebbero dovuto coprire abbondantemente il costo di investimento, pari a 2.684.000 euro. Non mi pare sia stato così, anzi. Oggi ci ritroviamo con un immobile privo di valore, su cui pesa la responsabilità anche della Regione.”

Ci sono poi altri elementi che non convincono Pompignoli: "Nell’allegato A della convenzione c’è scritto che la proprietà dell’area è di Sapro, la società pubblica, di cui faceva parte anche il Comune di Forlì, fallita nel dicembre del 2010 e affondata sotto il peso di 110 milioni di euro di debiti.  C’è poi il tema delle utenze. Nella relazione tecnica si parla di una potenzialità pari a 4 volte tanto l’allora carico termico, attestato in una decina di utenti.  In pratica la piattaforma energetica di Villa Selva era stata pensata per coprire l’intera richiesta di energia termica dell’area, attraverso il collegamento alla rete di teleriscaldamento di Hera già presente. Di fatto, in quasi dieci anni di attività, non c’è stato alcun incremento nel numero di richieste di allacciamento alla rete di teleriscaldamento e secondo gli ultimi dati disponibili le aziende allacciate sono 11 e sempre le stesse".

"Da ultimo, ma non per importanza - prosegue -, ci sono gli sbandierati benefici ambientali derivanti dall’attivazione di questo impianto. Sempre nella relazione tecnica si legge: ‘Ogni kilowattora di energia termica ricavata dal sole tramite l’impianto in argomento equivale a tanti rifiuti bruciati in meno e questo, già da solo, riteniamo giustifichi ampliamente la richiesta di realizzarlo’. Sarebbe interessante sapere come si sposi questa affermazione con il fatto che il termovalorizzatore di Forlì brucia ogni anno 120mila tonnellate di rifiuti e che addirittura il 70% di questi proviene dal territorio di Ravenna. Tutto si può dire ma non che il campo solare di Villa Selva abbia contribuito ad abbassare il quantitativo massimo di rifiuti conferibili presso l’inceneritore di Hera, da sempre lo stesso". "Insomma - conclude Pompignoli - gli elementi da valutare sono molti e certamente critici. La piattaforma energetica di Villa Selva si è rivelata un flop ma i soldi pubblici sono stati spesi, i nastri sono stati tagliati e la Regione vi ha contribuito al 50%".

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