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Cani da caccia, Bartolini (Pdl): "I proprietari possono tirare un sospiro di sollievo"

Evidenzia Bartolini: "Tutti i proprietari di cani detenuti all'aperto, quindi, in particolare contadini, cacciatori e tartufai, che erano nel mirino dell'integralismo animalista, possono tirare finalmente un sospiro di sollievo".

I criteri per la detenzione degli animali d’affezione da parte dei privati, nello specifico solo per i cani, sono stati approvati dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini. Il voto favorevole è venuto dai gruppi di maggioranza, da Fi-Pdl e dalla Lega nord. Astenuti Antonio Mumolo (Pd) e Gabriella Meo (Sel-Verdi): Le due astensioni sono state motivate dall’impegno (dei due consiglieri) di voler ascoltare le osservazioni delle associazioni sulla delibera.

Le disposizioni sono finalizzate alla tutela del benessere degli animali d’affezione, in questo caso specifico solo per il cane, detenuti da privati non ai fini di attività economiche quali commercio, allevamento o altre attività. Vengono stabiliti gli obblighi e le responsabilità del proprietario/detentore dell’animale per quanto riguarda la sua salute e il suo benessere: ricovero adeguato; cibo e acqua in quantità e qualità sufficiente; prevenzione e cure sanitarie; adeguata attività motoria (in relazione alla taglia, alla razza e alla specie) e attività riproduttiva.

In particolare, nella delibera si stabilisce il divieto di qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti dell’animale e altra azione che possa nuocere al suo benessere; educare, addestrare e/o fare gareggiare gli animali ricorrendo a percosse, violenze e costrizioni fisiche; lasciare gli animali chiusi in veicoli o rimorchi senza un adeguata areazione. Nel provvedimento, inoltre, vengono definiti: caratteristiche e dimensioni dei ricoveri; condizioni climatiche tali da non nuocere alla sua salute (idoneo riparo dalle intemperie e dall’esposizione al sole); uso del guinzaglio e della museruola.

“La nuova delibera della Giunta regionale che definisce i criteri per la detenzione dei cani da parte dei privati cancella definitivamente l’assurda norma introdotta dalla legge regionale 29 marzo 2013 numero 3 voluta dagli animalisti estremisti e dagli ambientalisti integralisti", dichiara Luca Bartolini, Consigliere regionale del Gruppo FI-PDL dell’Emilia-Romagna.

"Il buon senso e il sano realismo che ci hanno guidato nella battaglia contro una legge assurda ripresa in maniera critica anche da media nazionali, hanno finalmente prodotto norme utili e di facile applicazione - evidenzia Bartolini -. La legge voluta dalle frange animaliste, infatti, obbligava i proprietari di cani detenuti all’aperto a garantire ai loro animali un ricovero delle stesse dimensioni strutturali e delle stesse caratteristiche tecniche di quello previsto per il ricovero ordinario nei canili pubblici e negli allevamenti di cani per fini commerciali operanti nel territorio regionale: box da 20 mq per cane, quasi dei monolocali".

"Per rendere l’idea ricordo che una camera matrimoniale standard è di 14 mq. Una forzatura quindi, figlia del peggior animalismo integralista, che metteva a rischio la detenzione e l’adozione di cani nella nostra regione”, aggiunge l'esponente del FI-Pdl, secondo il quale "la nuova delibera, sulla quale nella Commissione competente ho espresso il mio voto favorevole ripristina il buon senso, prevedendo per le strutture di ricovero esterne dei cani, il rispetto dei requisiti contemplati nell’accordo Stato Regioni e tolto ogni riferimento edilizio che avrebbe messo in ginocchio i proprietari di cani da caccia, da tartufo o da compagnia. Tutti i proprietari di cani detenuti all’aperto, quindi, in particolare contadini, cacciatori e tartufai, che erano nel mirino dell’integralismo animalista, possono tirare finalmente un sospiro di sollievo”.

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