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Carceri, Morrone (Lega): "In arrivo oltre mille nuovi agenti"

"Ora serve dare risposte alle altre istanze. Stop al sistema delle celle aperte e della sorveglianza dinamica, dotazioni di taser e strumenti di difesa"

"Meglio tardi che mai. Finalmente il ministro Alfonso Bonafede ha ascoltato una delle richieste più pressanti della Lega, consentendo l’immissione in servizio di mille e cento nuovi agenti". Ad affermarlo è il parlamentare della Lega Jacopo Morrone: "Ora serve dare risposte alle altre istanze. Stop al sistema delle celle aperte e della sorveglianza dinamica, applicazione del primo comma dell’art. 41-bis per contrastare gravi situazioni di emergenza, dotazioni di taser e strumenti di difesa e presidi sanitari agli agenti di Polizia penitenziaria. L’obiettivo è che venga alleggerito al più presto il carico di lavoro e la situazione critica sopportati per troppo tempo da un numero insufficiente di agenti".

“Il premier Conte tolga al ministero della Giustizia le deleghe sull’amministrazione penitenziaria, avocandole alla presidenza del Consiglio, e proponga la nomina immediata di un commissario straordinario in grado di gestire l’emergenza prima che le carceri siano devastate da nuove rivolte. L’unica strada è un giro di vite, gestito con capacità e senza tentennamenti - aggiunge poi Morrone - La soluzione non è scarcerare 10.000 detenuti. Verrebbe interpretata come una resa dello Stato di fronte a rivolte organizzate. Tra l’altro, si tratta in gran parte di detenuti stranieri. In quale domicilio li si vorrebbe confinare e con quali garanzie? Così si sposterebbe l’emergenza dagli istituti penitenziari alle strade delle città, con aggravio di lavoro per le Forze dell’Ordine. Stiamo combattendo una guerra. Gli italiani devono sottostare a imposizioni eccezionali. Nelle carceri, in trincea, ci sono gli agenti della Polizia penitenziaria, lasciati soli dal Governo. E ci sono detenuti anche molto pericolosi, tanto organizzati da poter comunicare tra Istituto e Istituto per orchestrare le proteste. E’ questo lo scenario che deve essere fronteggiato. E certamente i vertici del ministero della Giustizia non ne sono capaci".

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