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Case della salute, il Cupla a confronto con Paolo Zoffoli: "Strutture fondamentali per la sanità pubblica"

Il presidente del Cupla, Zecchini, ha sollecitato la Regione "a farsi carico della concretizzazione del progetto"

Il Cupla (Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) di Forlì-Cesena si è confrontato con il presidente della Commissione Sanità della Regione Emilia-Romagna Paolo Zoffoli sul tema delle case della salute, chiarendo il significato che esse ricoprono per la popolazione. "Un luogo vicino e facilmente riconoscibile in cui coesistono professionisti sanitari e servizi - viene rimarcato -. Nelle Case della Salute l’assistenza avviene attraverso l’azione congiunta dei medici di famiglia, dei pediatri, dei medici specialisti, degli infermieri, degli assistenti sociali, delle ostetriche, degli operatori socio assistenziali, del personale allo sportello, delle associazioni di pazienti e di volontariato per garantire la piena assistenza all’utenza".

"In Regione, dove già operative, esse offrono un contributo al miglioramento del sistema sanitario regionale - viene ricordato -. Il funzionamento di queste realtà, tra il 2009 e il 2016, secondo uno studio dell’Agenzia Sanitaria Regionale, ha comportato in media una riduzione del 21% dei codici bianchi, con picchi fino al 30%. Ove presenti i medici di medicina generale si registra anche un minor ricorso ai ricoveri ospedalieri (-3,6%) per le patologie trattabili a livello ambulatoriale, come diabete o scompensi cardiaci. Nei territori in cui operano le Case della Salute, si è notevolmente intensificata nel tempo (+5,5) l’assistenza domiciliare al paziente sia infermieristica sia medica ospedaliera. L’indagine ha considerato 64 struttura operative da almeno 9 mesi nella nostra regione. Attualmente sono attive 107 realtà tra piccole, medie e grandi; erano 42 nel 2011, l’Ausl della Romagna ne conta 37 , tra cui Forlimpopoli-Bertinoro, Meldola, Modigliana., Predappio, Rocca San Casciano. Mancano all’appello Forlì e Cesena. A Forlì non si è ancora concretizzata, non per responsabilità dirette delle Regione (i fondi, pari a 9milioni di euro, sono già stati indicati); il notevole ritardo è imputabile principalmente al “tira e molla” tra Comune di Forlì e Ausl Romagna".

"Mancano ancora un progetto esecutivo e un piano economico-finanziario, che impediscono la realizzazione della casa della salute - viene sottolineato -. Per quanto attiene Cesena, la struttura non è stata ancora realizzata poiché l’amministrazione comunale, a suo tempo, interpellata dalla Regione sui tempi di realizzazione, dichiarava di voler attendere la costruzione del novo ospedale al fine di utilizzare una parte della vecchia struttura ospedaliera da trasformare in Casa delle Salute". In risposta a quanto evidenziato da Zoffoli, il presidente del Cupla, Zecchini, ha sollecitato la Regione "a farsi carico della concretizzazione del progetto: i due Comuni non possono rinunciare alla realizzazione di strutture sanitarie, così fondamentali per la sanità pubblica, apportando notevoli benefici ai cittadini, come si è riscontrato nei territori dove già attive". Ha poi ringraziato la Regione "per il lavoro fin qui svolto nell’interesse dei cittadini e soprattutto di tutta quella parte di popolazione non più giovane che, interfacciandosi con nuovi servizi, può beneficiare di notevoli vantaggi".
 

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