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Case di riposo, affondo di Pasini (Udc): "Comune iniquo"

"Che gli stessi protagonisti chiamati a decidere non abbiano le idee chiare - spiega Andrea Pasini - viene testimoniato dal fatto che il comitato di distretto sia intervenuto ben quattro volte"

Dal primo di gennaio è entrato a regime il periodo sperimentale di tre mesi nel corso del quale sarà applicata, nelle case residenza per anziani non autosufficienti, la retta unica, così come concordato fra i sindacati e il presidente del comitato di distretto assessore Davide Drei. Una decisione che lascia sconcertato e perplesso il consigliere comunale e segretario provinciale UDC, Andrea Pasini che teme un pericoloso livellamento verso il basso dei servizi, che non giova né agli anziani ospiti, né tanto meno ai familiari, fortemente preoccupati da come stanno evolvendo le cose.

“Che gli stessi protagonisti chiamati a decidere non abbiano le idee chiare – spiega Andrea Pasini – viene testimoniato dal fatto che il comitato di distretto sia intervenuto ben quattro volte deliberando, sospendendo, applicando, con grande confusione e incertezza. Certo è che con le ultime deliberazioni non si sta andando nella direzione giusta anche se si maschera la decisione come scelta di maggiore equità e uguaglianza. Una uguaglianza equa, a mio avviso, si realizza anche mantenendo la diversità. Chi si può permettere di spendere qualcosa in più è giusto che lo faccia e la differenza andrà a beneficio dei servizi anche di chi ha meno disponibilità economica. Considerando che i bilanci debbono essere in pareggio, c'è il forte rischio che si debba giungere ad una riduzione dei servizi, con penalizzazioni non solo per gli anziani, ma anche per i familiari”.

“Occorre ricordare – sottolinea il consigliere UDC – che  le case di riposo vanno gestite con equilibrio perchè non sono ambienti di passaggio. Gli ospiti vi abitano a lungo, addirittura fino al record di 55 anni. Per questi motivi non credo si stia andando nella direzione giusta e ai sindacati e all'Assessore Drei suggerisco una pausa di ripensamento. Non è, quella intrapresa, la strada giusta per la pari dignità. Fermiamoci un attimo, discutiamo, anche con la presenza dei gestori, per concertare soluzioni relative alla scelta della retta migliore, salvaguardando prima di tutto la qualità del servizio. Di qui il mio appello all'assessore Drei e agli stessi sindacati perchè si affidino al buon senso, stoppando la retta unitaria, lasciando invariate le rette attuali e procedendo, anche per un periodo superiore ai tre mesi, ad una verifica delle strutture e dei bisogni reali. Tutto questo per arrivare ad una retta equa. Se qualche anziano può permettersi un costo mensile maggiore perchè non accontentarlo visto che il maggior introito va a benefico di tutti gli altri ospiti”.
 

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