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Case di riposo, Pasini (Udc): "Occorre razionalizzare"

"Nel comune di Forlì, gli anziani ultrasettantacinquenni son 14.951, i posti letto convenzionati sono 393, un posto letto ogni 38 anziani. Netto quindi lo squilibrio tra le due realtà territoriali"

“Ho avuto la presunzione di credere che le argomentazioni da me prodotte in materia di case di riposo fossero state interpretate nella giusta maniera, privilegiando cioè le scelte positive di lungo termine, cassando le decisioni dettate da interessi di campanile e da ristretti orizzonti”. Esordisce così il consigliere comunale e segretario provinciale Udc, Andrea Pasini che continua “evidentemente così non è stato e mi riferisco all'articolo apparso sul Resto del Carlino, giovedì 6, nel quale il sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari mi chiama in causa contestando quanto da me espresso".

"Non è per amor di polemica che rispondo, ma semplicemente per riportare alcuni dati che giustificano la mia richiesta di razionalizzazione delle case di riposo. Nella vallata del montone vi sono 4 comuni (Castrocaro Terme, Dovadola, Rocca San Casciano, Portico), ognuno con la sua piccola Casa di riposo. Gli anziani ultrasettantacinquenni sono 1.490, i posti letto convenzionati/accreditati sono 85. Vi è quindi un posto letto ogni 17,5 anziani - continua l'esponente dell'Udc -. Nel comune di Forlì, gli anziani ultrasettantacinquenni son 14.951, i posti letto convenzionati sono 393, un posto letto ogni 38 anziani. Netto quindi lo squilibrio tra le due realtà territoriali. Questo per sottolineare che non si tratta di argomentazioni campanilistiche".

"Ma non basta - aggiunge Pasini -. Le strutture di Forlì si reggono su solidi e sani bilanci economici, le strutture della vallata del Montone (vedi Dovadola) viaggiano con forti deficit finanziari. La Casa di riposo di Rocca San Casciano, produce un disavanzo annuale di oltre 230 mila euro e chiede aiuto per poter sopravvivere. L’ipotesi di trasferire da quella struttura posti letto convenzionati, non è per penalizzare il comune, ma è dettata dalla necessità di evitare una ben più pesante situazione economica per il futuro e cercare di sanare il buco di bilancio. Nessuno propone, quindi, la chiusura di strutture, si pone invece la necessità di accorpare i servizi per renderli maggiormente appetibili dal punto di vista economico e dell'efficienza".

Conclude il segretario provinciale dell'Udc e consigliere comunale: "Si pone la necessità di razionalizzare il sistema e di superare l’eccessiva frammentazione delle forme gestionali, sia attraverso la fusione tra ASP, cui sta provvedendo la Regione Emilia-Romagna, sia attivando nuclei di posti accreditati e soprattutto, che rendano sostenibile la gestione delle aziende stesse che, non va dimenticato, debbono perseguire il pareggio di bilancio attraverso l’equilibrio di costi e ricavi. ( art. 25 L.R. N2/2003)”.

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