Caso La Nave, centro-sinistra all'attacco dopo la polemica in Consiglio Comunale

"'E' emerso che l’istituto “La Nave” è stato oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica da parte del Comune di Forlì in conseguenza a una possibile violazione dei Decreti Ministeriali"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Durante il Consiglio comunale di lunedì, a seguito di alcune interrogazioni presentate da più gruppi consiliari su segnalazione di numerosi cittadini, è emerso che l’istituto “La Nave” è stato oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica da parte del Comune di Forlì in conseguenza a una possibile violazione dei Decreti Ministeriali che regolano le modalità della didattica in periodo di emergenza sanitaria. Al di là del singolo episodio, con riferimento al quale non è nostra intenzione né processare né accusare i soggetti coinvolti -  attività a cui penseranno, nel caso, le Autorità competenti - registriamo con estrema preoccupazione le parole proferite dalla consigliera Morra, dirigente dell’istituto coinvolto, che ha affermato come gli altri istituti (pubblici) avrebbero rigettato, rendendosi così inadempimenti, le richieste dei cittadini di accogliere i propri figli a scuola, quando in realtà era il contesto normativo a sancire cosa o meno era consentito.

Ancor più grave, tuttavia, è stata la mancanza di difesa della scuola pubblica da parte del Primo Cittadino, che nella replica ha preferito polemizzare con il PD piuttosto che rivendicare il buon operato degli operatori pubblici. Dal canto nostro, siamo consapevoli che i dirigenti scolastici, i docenti, le famiglie ed i ragazzi e le ragazze, a causa della continua mutevolezza del contesto normativo e pandemico, stanno affrontando enormi difficoltà dall’inizio della emergenza sanitaria ed a loro va il nostro assoluto sostegno, senza distinzioni tra operatori pubblici e privati. Proprio per questo, riteniamo inaccettabile la mancata difesa della scuola pubblica da parte del primo cittadino, ai cui operatori e studenti – di certo non di serie B – va la nostra piena solidarietà e la manifestazione dell'impegno a mantenere la qualità e tutela del servizio pubblico al centro della nostra azione politica.

Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Forlì

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Il recente caso di una scuola paritaria forlivese che per alcuni giorni ha accettato alunni in presenza in contrasto con le note del Miur ha sollevato in pochi minuti di question time parecchi interrogativi sulla cultura civica e scolastica dell’attuale maggioranza. La consigliera Morra, presidente di quella scuola, si è difesa affermando di aver agito per garantire il diritto all’inclusione ed affermando che alcune scuole avevano “rigettato” alunni disabili. La dott.ssa Morra è certamente consapevole della gravità dell’accusa sollevata e per la quale non ci risultano segnalazioni, ma pare invece ignorare il senso di responsabilità con cui le scuole pubbliche hanno seguito ed interpretato l’avvicendarsi delle comunicazioni durante l’intero fine settimana per garantire il diritto all’istruzione ed organizzare il servizio con efficienza ed equità, mentre lei stessa, stando a quanto affermato, è invece venuta a conoscenza della definitiva nota di chiarimento solo lunedì.

Nella successiva replica il Sindaco ha unicamente parlato di “bambini devastati da una burocrazia sorda e non attenta che ha messo a repentaglio la salute dei nostri bambini” senza nascondere un certo sostegno alla scelta della scuola presieduta dalla dott.ssa Morra di recepire solo parzialmente quelle indicazioni che tutte le altre scuole del territorio avevano invece applicato con attenzione. Troviamo irricevibile ed irresponsabile l’affermazione del Sindaco dato che ciò che egli sciattamente derubrica a burocrazia rappresenta l’insieme delle norme promulgate per difendere la salute di tutti i cittadini, obiettivo fondamentale di ogni amministrazione pubblica. La sua risposta ha rafforzato le preoccupazioni che già avevamo comunicato nei giorni precedenti sull’eccessiva disinvoltura della maggioranza locale verso la complessità della gestione dell’emergenza pandemica. Mentre le amministrazioni delle città vicine dedicano il proprio impegno ad attivare misure di sostegno integrative alle famiglie che subiscono il disagio dei figli in didattica a distanza con buoni baby sitting come Ravenna, contributi per i congedi parentali come Bologna o consegna di dispositivi come Rimini, gli esponenti del centrodestra forlivese si sono finora mostrati più orientati ad osteggiare i provvedimenti di chiusura delle scuole che a promuovere ed attivare iniziative per andare incontro alle famiglie maggiormente penalizzate.

Articolo Uno Forlì

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Durante il Consiglio comunale di lunedì, è venuta alla luce la vicenda dell’istituto “La Nave”. Nonostante sin da domenica 7 il Comune di Forlì avesse informato le scuole che le normative ministeriali escludevano dalla didattica in presenza nella cd “Zona rossa” tutti gli alunni tranne quelli con disabilità e bisogni educativi speciali, presso questa scuola sino a mercoledì 10 compreso sono stati accolti anche i figli di sanitari e Forze dell’Ordine, a seguito di una circolare della Direttrice che decideva arbitrariamente di far partire l’applicazione delle norme dal lunedì successivo, 15 marzo. Ciò mentre tutti gli altri istituti cittadini, pur con gravi sacrifici tanto per le scuole che per le famiglie, ottemperavano alla legge. Durante il Consiglio è stato poi confermato che l' 11 marzo il Sindaco di Forlì ha intimato alla scuola l’immediata cessazione di ogni attività non autorizzata, e ha successivamente presentato un esposto alla Procura sulla vicenda.   

Non abbiamo quasi avuto il tempo di esprimere il nostro apprezzamento per l’azione dell’Ente, che il Sindaco è intervenuto profondendosi in una spassionata difesa dell’Istituto nei confronti del quale lui stesso aveva appena presentato un esposto, addebitando quanto accaduto all’eccesso di burocrazia e definendo la vicenda come frutto della volontà di “fare il bene dei bambini”. 
Queste frasi sono inaccettabili. Caos burocratico o meno, tutte le scuole si sono attenute.  Solo “La Nave”, pur avendo ben chiara sin da lunedì (come è esplicitamente scritto nelle varie circolari diffuse) la situazione, ha deciso di procedere in deroga alla legge.

Vorremmo capire inoltre se per il Sindaco chi rispetta le norme non “tiene al bene dei bambini”. Gli istituti che si sono attenuti a quanto disposto dal ministero, e tutte le famiglie che, non godendo di “trattamenti di favore”, hanno dovuto sopportare per intero il peso delle restrizioni, non ci tengono? In questa fase così difficile, la coesione sociale può essere conservata solo se i sacrifici valgono per tutti, senza elusioni o eccezioni per pochi privilegiati.  

 Infine ci chiediamo se, stante l’esposto presentato dal Comune, non si ponga un problema politico e istituzionale rispetto all’incarico di Presidente della III Commissione consiliare ricoperto dalla Dirigente scolastica in questione, specie tenuto conto  che tale Commissione si occupa di scuola e istruzione e ha l’incarico di monitorare gli effetti del Covid-19 sul territorio forlivese. In tutta tranquillità riteniamo che, anche a tutela del sereno e proficuo lavoro della Commissione medesima, sia opportuno che la Presidente rassegni quanto prima le sue dimissioni da detto incarico.


Il gruppo consiliare Forlì e Co.

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