Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Caso Saman, acceso dibattito in Consiglio comunale: quattro mozioni rimandate in Commissione a settembre

Se la condanna è unanime, giovedì in Aula vengono portate alla discussione quattro mozioni in merito e il dibattito, a tratti molto acceso, si conclude con la volontà unanime di portare i testi in commissione a settembre per arrivare a uno scritto unico

Ci prova il consiglio comunale di Forlì a fare fronte comune sul caso di Saman Abbas. Perché se la condanna è unanime, giovedì in Aula vengono portate alla discussione quattro mozioni in merito e il dibattito, a tratti molto acceso, si conclude con la volontà unanime di portare i testi in commissione a settembre per arrivare a uno scritto unico. Quattro mozioni dunque: una della Lega per promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione nei Centri donna e per mettere in campo modalità specifiche di accoglienza e protezione per casi simili. Una di Partito democratico e capogruppo di Forlì e co Federico Morgagni, che fissa sei azioni tra cui maggiori risorse ai Centri di accoglienza e un'iniziativa di monitoraggio in collaborazione con la Regione sui matrimoni forzati e le mutilazioni di genitali femminili. Una "solitaria" di Giorgio Calderoni di Forlì e co, che trova gli altri testi "non abbastanza specifici": il primo non fa riferimento alla Convenzione di Istanbul, precisa, il secondo non si sofferma abbastanza sul "contesto culturale del delitto".

Servono invece "parole nette" per "non indulgere al relativismo culturale e a mondi a parte con norme diverse". L'ultima del gruppo Giorgia Meloni-Fratelli d'Italia promuove nelle scuole la visione del film "Cosa dirà la gente". La consigliera Marinella Portolani, fresca dimissionaria dalla presidenza della commissione Pari opportunità per una serie di attacchi dell'opposizione, sottolinea che occorre "sensibilizzare le nuove generazioni e aiutare le donne a denunciare le violenze di matrice religiosa". Lei stessa, ricorda, è stato sotto attacco della sinistra, "mi è stato detto di tutto, anche della nazista, e oggi ci accorgiamo che esiste l'integralismo islamico". 

In tribunale, prosegue, c'era stata una denuncia di matrimonio forzato, ma poi la donna è scomparsa. Si deve "andare dove ci sono gli imam- esorta- parlare con le comunità", invece "la politica della sinistra a Forlì è quella di colpire le persone. È vuota di proposte ma brava a strumentalizzare". È Elena Morra di Forlì cambia la prima a proporre il tentativo di trovare un testo condiviso: "Molti punti sono sovrapponibili, così strumentalizziamo il tema, mentre con un lavoro comune possiamo avere un impatto maggiore". Proposta da più parti rilanciata, ma i fari si accendono su Portolani: "In commissione Pari opportunità andava fatto questo dibattito, invece c'è stato un modo nazista di gestirla, parlando di bonifica di una religione", attacca Massimo Marchi del Gruppo misto, ripreso dallo stesso sindaco Gian Luca Zattini: "Certe affermazioni non le fanno onore".

"Ripeto quanto detto da altri", replica chiedendo di "superare steccati, divisioni e bandierine politiche". Dello stesso avviso il capogruppo del Partito democratico Soufian Hafi Alemani, che trova contraddittorie certe affermazioni di Portolani. Con quattro mozioni, aggiunge, "non facciamo un buon servizio", si torni in commissione per un testo comune. Francesco Lasaponara di Giorgia Meloni-Fdi ricorda la sua esperienza in Medio oriente, dove le vite umane sono usate come "strumento dll'ideologia religiosa. Dobbiamo salvaguardare la libertà che viviamo in Italia". Infine Massimiliano Pompignoli della Lega avalla il rinvio a settembre: "Si sta andando oltre il senso delle mozioni", anche perchè "ancora non si sa cosa è successo". Di certo occorre "trovare condivisione e la nostra mozione è la migliore possibile. Limando le posizioni e fermandoci un attimo, senza posizioni ideologiche" si può arrivare a un testo condiviso.  (fonte Agenzia Dire)

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