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Cava di Magliano, la Regione anticipa la chiusura: "Aprile 2025". Esulta Forlì & Co

A comunicare l'informativa della Regione Emilia Romagna i consiglieri comunali di Forlì & Co, Giorgio Calderoni e Federico Morgagni

Entro l'aprile del 2025 la cava di Magliano dovrà chiudere. A comunicare l'informativa della Regione Emilia Romagna i consiglieri comunali di Forlì & Co, Giorgio Calderoni e Federico Morgagni. Il consiglio aveva approvato lo scorso aprile il piano delle attività estrattive attraverso una delibera, che prevedeva, a Magliano, la ripresa della cava e la permanenza degli impianti di lavorazione degli inerti. La chiusura era fissata per l’ottobre 2031.

"Anche in questo caso il punto di partenza era un piano delle attività estrattive assai discutibile, il cui iter era iniziato sotto la precedente Amministrazione e che questa Giunta ha poi lottato strenuamente, fra forzature e colpi di maggioranza, per portare ad approvazione, nonostante le tante critiche ricevute - espongono Calderoni e Morgagni -. Eppure, come è stato più volte detto, nell'area di Magliano le attività di scavo si erano concluse oltre venti anni fa, tanto che dal 2001 in poi non erano state più autorizzate da nessuno dei vari piani comunali e provinciali nel frattempo approvati. Di conseguenza la riapertura della cava andava a configurarsi come nuova autorizzazione, in contrasto con le prescrizioni stabilite dalla Regione per proteggere quella che nel frattempo era divenuta un'area protetta ai sensi delle disposizioni comunitarie".

"Su questi fatti pende una segnalazione di Legambiente alla Commissione europea per violazione delle norme comunitarie, con il rischio di una sanzione per il nostro Comune - ricordano gli esponenti dell'opposizione -. L'altra parte della questione, è quella relativa alla presenza nel sito di Magliano di un frantoio per la lavorazione di materiali inerti, che già nel 2019 la Regione aveva chiesto al Comune di spostare entro cinque anni. La Giunta aveva tuttavia ignorato tale prescrizioni e concesso una autorizzazione al proseguimento delle attività estrattive fino al luglio 2030, più altri 15 mesi per completare l'attività di estrazione e la sistemazione finale del sito. Il nostro gruppo ha sollecitato ripetutamente la Regione a intervenire sulla questione e pochi giorni fa è pervenuta una risposta, con la quale è stabilito definitivamente che l'attività del frantoio dovrà cessare entro l'aprile del 2025 (e, di conseguenza, la sistemazione del sito concludersi entro il 2026). In sostanza una sconfessione su tutta la linea del Comune".

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