Aumento dell'Irpef, protesta in Comune: fischi contro Drei e Briccolani

All'appuntamento di protesta di fronte al municipio erano presenti almeno 150 persone. Ad aprire il corteo dei sindacati lo striscione "Aumento Irpef un furto per lavoratori e pensionati"

Cgil, Cisl e Uil sono scesi in piazza per manifestare la loro contrarietà all'aumento dell'addizionale Irpef prevista dal bilancio previsionale 2015, al vaglio giovedì pomeriggio del Consiglio comunale, portata allo 0,6 per mille per i redditi da 8.000 a 15.000 euro e allo 0,8 per quelli superiori. All'appuntamento di protesta di fronte al municipio erano presenti almeno 150 persone. Ad aprire il corteo dei sindacati lo striscione "Aumento Irpef un furto per lavoratori e pensionati".

Il segretario Uil, Luigi Foschi, ha rimarcato che altre categorie come "commercianti e imprenditori, pagheranno poco o niente". Mentre il collega della Cisl, Vanis Treossi, ha stigmatizzato la "fretta smisurata" dell'amministrazione, annunciando che la battaglia andra' avanti se non ci sara' una retromarcia.  "Il nostro e' un dissenso forte" verso amministratori che "agiscono da gabellieri dello Stato", afferma Paride Amanti della Cgil.

CORI - Aula del consiglio gremita da lavoratori e pensionati chiamati a raccolta dai sindacati che hanno accolto il sindaco Davide Drei con una salva di fischi e il grido "buffone", intonando "Si' puo' fare di piu'". I manifestanti hanno deciso di andarsene rumorosamente, gridando "vergogna" e fischiando, quando l'assessore al Bilancio, Emanuela Briccolani, ha cominciato ad illustrare l'effetto dell'aumento dell'addizionale Irpef.

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LA MANOVRA - Per la fascia piu' bassa di reddito e' pari a 75 centesimi di euro, 1,50 euro per la seconda e 7,50 per la terza. Il bilancio, prosegue Briccolani, registra un calo della spesa corrente del 3,4%, del debito pubblico di cinque milioni di euro, mentre gli investimenti ammontano a oltre 10 milioni. In calo anche il personale. A livello di imposte, sottolinea l'assessore, nessuna variazione per Imu e Tasi e viene creato un ufficio per il recupero dell'evasione fiscale. Per il welfare ci sono 13 milioni di euro di spesa e sei di entrate. Per la scuola ci sono 4,5 milioni per i nidi per i i 794 bimbi che li frequentano, 4,4 per le materne (1.704). Infine 5,2 milioni vanno alla cultura.

IL SINDACO - Il primo cittadino dribbla le polemiche e sottolinea che la manifestazione "fa parte delle regole del gioco". Comunque, garantisce, non ci sara' "nessuna retromarcia. Siamo convinti che questo, in una situazione molto difficile, e' l'unico bilancio possibile". Senza dimenticare che "non c'e' un peso insistente per le fasce di reddito piu' basse". L'amministrazione ha scelto di usare solo una leva, quella dell'addizionale Irpef, senza andare toccare la casa, dunque non agendo ne' su Tasi ne' su Imu. "Abbiamo salvaguardato l'interesse della maggior parte dei forlivesi", sottolinea Drei, non intervenendo sul bene piu' tartassato negli ultimi anni. Certo, ammette, "e' un bilancio sofferto", ma appunto l'unico possibile.

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