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Chiude il Canile di Galeata: "I sindaci si uniscano per mantenere aperta la struttura"

Afferma in una nota il consigliere regionale del Pdl Luca Bartolini: "La Coop chiede da tempo una convenzione che possa garantirgli una collaborazione duratura e un riconoscimento economico"

“Apprendo con preoccupazione della chiusura del canile intercomunale in località Campone di Galeata, attualmente gestito dalla Cooperativa Fare del Bene che garantisce occupazione sociale a persone diversamente abili. - afferma in una nota il consigliere regionale del Pdl Luca Bartolini - La Coop chiede da tempo una convenzione che possa garantirgli una collaborazione duratura e un riconoscimento economico dignitoso ma purtroppo, poiché la proposta di convenzione fissa il rimborso per gg/cane ad un prezzo significativamente ridotto rispetto al passato, la Cooperativa Fare del Bene ha comunicato ai Sindaci che, salvo interventi risolutivi da parte degli stessi, non intende sottoscrivere la proposta di convenzione così come formulata”.

“La mia critica – spiega Bartolini – è rivolta ai Comuni che hanno il dovere di trovare le risorse necessarie per il mantenimento di queste strutture con soluzioni che salvaguardino le esigenze non solo dei cittadini dei Comuni di pianura ma anche di quelli di montagna. Credo che a questo punto il mantenimento di questo servizio utile a tutti i Comuni dell’entroterra forlivese sia l’occasione giusta per dimostrare l’utilità ed il giusto equilibrio dell’Unione dei Comuni del comprensorio forlivese che dal 1 gennaio 2014 gestirà molti servizi e vedrà a quanto pare il Comune di Forlì capofila”.

“Se invece la parola d’ordine sarà quella di accentrare tutto su Forlì, non solo il canile ma a seguire anche tanti altri importanti servizi ai cittadini, questa chiusura sarà purtroppo l’anticipazione nefasta di ciò che avverrà dal prossimo anno con un’Unione così estesa e con Comuni così diversi tra loro per popolazione.  - sostiene il consigliere -I Comuni rischiano infatti di diventare delle semplici frazioni del Comune di Forlì e se per qualsiasi servizio bisognerà rivolgersi a strutture forlivesi, senza tener conto della distanza e del disservizio dei cittadini di montagna o di collina, necessiterà, finché si è in tempo, ricercare qualche formula di gestione alternativa dei servizi rispetto ad Unioni così grandi con il Comune di Forlì capofila. Poiché la L.R. 21/2012 non impone ai Comuni capoluogo di entrare nell’Unione (quasi tutti gli altri Comuni capoluogo di Provincia della Regione ne rimangono fuori) , ecco perché è importante che i 14 Sindaci su 15 dell’ambito forlivese valutino una forma diversa di Unione che tuteli maggiormente i Comuni di montagna e collina, facendo massa critica senza il Comune di Forlì con il quale al massimo si possono valutare dei semplici servizi in convenzione”.

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