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Giunta rinnovata, bocciature per il sindaco Drei: "Falsa rivoluzione"

Il segretario romagnolo della Lega Nord, Jacopo Morrone, e quello di Rifondazione Comunista, Nicola Candido, commentano le decisioni di Drei

Il sindaco Davide Drei? "Un falso rivoluzionario alle prese con il manuale Cencelli". Il segretario romagnolo della Lega Nord, Jacopo Morrone, commenta così il rimpasto di giunta voluto dal primo cittadino mercuriale. “Rispetto alle previsioni e ai roboanti proclami delle scorse settimane, il risultato delude ampiamente le aspettative - esordisce l'esponente del Carroccio -. Ci aspettavamo infatti una squadra completamente rinnovata, una giunta di qualità in grado di dare una svolta al Comune di Forlì e invece ci ritroviamo al punto di partenza, con l’aggravante e la responsabilità, in capo a questa amministrazione, di aver fatto credere ai nostri cittadini che questa sarebbe stata l’occasione giusta per ripartire da zero e lavorare a testa bassa per il bene comune”.

“Purtroppo - commenta Morrone - Drei si conferma un Sindaco legato alle vecchie liturgie di partito e non così libero, autonomo e innovativo come sembrerebbe. Nella ridefinizione della propria giunta, Drei ha sostituito due elementi del vecchio entourage per accontentare le liste civiche che nel 2014 lo hanno appoggiato e che forse, rimaste a bocca asciutta, andavano saziate”.

RIFONDAZIONE COMUNISTA - Commenta Nicola Candido, segretario di Rifondazione Comunista Forlì: "IDrei ha optato, dopo aver creato enormi aspettative, per un metodo antico: inglobare per normalizzare. A corto di voti in Consiglio comunale la soluzione che ha trovato è quella di “tirare a campare, per non tirare le cuoia”, in un contesto di guerra per bande dentro il Pd. Ferma restando la stima per i due nuovi assessori e per i consiglieri comunali delle liste civiche, rimangono irrisolti i nodi di fondo di questa Amministrazione: l’incapacità di gestire la complessità delle politiche amministrative di Forlì (senza una visione globale e a lungo termine) e la totale subalternità ai poteri dominanti della città".

"Perciò, considerato che rispetto al passato poco è cambiato, il nostro giudizio su questa Giunta rimane molto negativo - continua Candido -. Non sarà l’ennesimo “rimpastino”, dopo quello dell’assessore all’ambiente, a creare le condizioni per risolvere i problemi della gente, a partire da quelli delle fasce più deboli che, in questi anni, hanno subìto più di tutti gli effetti della crisi economica. Così come, pensiamo, non si fermeranno le politiche di cementificazione e di supporto ai grandi immobiliaristi che stanno devastando gli ultimi angoli di territorio ancora non edificato e che fanno da contraltare al degrado del centro storico e della gestione della mobilità".

"Il nostro controllo sulle modalità con cui si gestiscono i beni pubblici e le politiche dell’Amministrazione, rimane invariato e ci batteremo con ancora più decisione contro le politiche neoliberiste e di privatizzazione generalizzata perseguite, anche a Forlì, dal Partito Democratico. Le prospettive che si intravedono per questa Giunta e per la città non sono rosee, e le contraddizioni e gli interessi forti che si annidano all’interno del “Partito-Stato”, oggi al potere, non tarderanno ad emergere e a mettere in crisi la l’Amministrazione Drei - conclude Candido -. Da parte nostra continueremo a lavorare nella società e con i vari soggetti interessati per costruire una Sinistra forte e coerente anche a Forlì, in grado di avanzare una proposta alternativa di governo e di porre al centro dell’azione politico amministrativa i bisogni dei più deboli, il lavoro e la tutela dell’ambiente". 
 

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