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"Comprensivi scolastici pubblici o privati?"

"La Costituzione incardina sulla scuola alcuni principi fondamentali: libertà di insegnamento a garanzia di laicità e pluralismo; obbligo di istituire scuole statali di ogni ordine e grado"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Può sembrare una provocazione, in realtà, è ciò a cui ci apprestiamo ad assistere. La Costituzione incardina sulla scuola alcuni principi fondamentali: libertà di insegnamento a garanzia di laicità e pluralismo; obbligo di istituire scuole statali di ogni ordine e grado; libertà di accesso senza discriminazioni di alcun tipo, aiuto e sostegno contro l'analfabetismo; libertà dei privati di istituire scuole senza oneri per lo Stato. In sostanza, la Repubblica soprattutto tramite la scuola pubblica si prefigge di rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Ma oggi tutto si può dire tranne che la scuola sia pubblica e per tutti e qualitativamente uguale per tutti. I comprensivi scolastici ed i bacini di utenza sono l'ennesima riprova che chi ha le risorse, economiche e sociali, sceglie la scuola che più gli aggrada ed ottiene con ciò libertà di movimento e di scelta sul territorio, agli altri non è concesso neppure di frequentare la scuola vicino a casa, o vicino al luogo di lavoro dei genitori perchè considerati (in alcuni casi di poche centinaia di metri) fuori bacino o in altro comprensivo.

A Forlì, la creazione dei comprensivi, così come programmati, infatti, si scontra con la realtà di un territorio disomogeneo nella distribuzione dei poli scolastici, vanificando il vero motivo della loro istituzione, la verticalità dell'insegnamento, dalla scuola materna alla scuola secondaria di primo grado nell'ambito del territorio di appartenenza, inoltre con gli ulteriori tagli alla scuola pubblica e l'aumento del sostegno economico a quella privata, spesso confessionale, vengono meno le risorse per il tempo pieno, le attività extracurriculari e di alfabetizzazione, il sostegno alle disabilità, il trasporto pubblico e a soffrirne sono sempre le persone che hanno di meno. Di facciata si fanno bei sorrisi e pompose inaugurazioni, mentre l'esistente in edilizia scolastica, scientificamente e scientemente viene abbandonato, le belle parole si sprecano dimenticandosi che il fanciullo per crescere ha bisogno del suo spazio e del suo tempo, ha bisogno di adeguati luoghi di studio e socializzazione".

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