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Confronto in tv tra Zattini e Rinaldini, i candidati sindaci concordi sull'emergenza casa: "Serve un piano nazionale"

Dopo il confronto pubblico organizzato da Cna, i candidati sindaci del centrosinistra Graziano Rinaldini e del centrodestra Gian Luca Zattini si sono ritrovati faccia a faccia negli studi di TeleRomagna

Due minuti a disposizione per rispondere alle sollecitazioni di Confcooperative Romagna su temi e problemi che coinvolgono le imprese cooperative, lo sviluppo del tessuto economico, il futuro delle comunità. Dopo il confronto pubblico organizzato da Cna, i candidati sindaci del centrosinistra Graziano Rinaldini e del centrodestra Gian Luca Zattini si sono ritrovati faccia a faccia negli studi di TeleRomagna, rispondendo alle richieste inserite nel documento predisposto da Confcooperative Romagna, firmato dal presidente Mauro Neri, su temi e problemi che coinvolgono le imprese cooperative, lo sviluppo del tessuto economico, il futuro delle comunità.

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Tra i temi principali che gravitano nelle competenze delle Amministrazioni locali, sottoposti da Confcooperative Romagna all’attenzione dei candidati, l’economia sociale e la sua declinazione territoriale. Il primo a prendere la parola sulla tematica è stato Rinaldini: "L'Italia è uno dei Paesi dove la cooperazione sociale è più sviluppata, facendo un lavoro straordinario insieme al mondo del volontariato ed è bene che anche negli altri Paesi si sviluppi questa compagine. Sarebbe bene realizzare un accordo con le associazioni datoriali per capire quali sono le aziende che riescono a fare inclusione". Per Zattini, "la cooperazione sociale è la vera arma del territorio, perchè dà capacità di rapporto tra mondo delle istituzioni e privato. Siamo una comunità che non lascia indietro nessuno e ci sono tante realtà che operano in questo settore. Abbiamo trovato una squadra in cui tutti remano verso lo stesso obiettivo, con risultati straordinari. Forlì e la Romagna sono un'eccellenza a livello nazionale ed europeo e noi vogliamo mantenere questa ricchezza". 

Secondo tema di dibattito il riconoscimento della funzione della cooperazione sociale per il welfare anche attraverso il riconoscimento degli aumenti salariali previsti dal nuovo contratto. Dettaglia Zattini: "Abbiamo vissuto un momento di difficoltà che ha indotto tante cooperative a rappresentare un grido d'allarme sulla tenuta e continuità, perchè vincolate da rapporti di contratto che hanno registrato un aumento esponenziale dei costi energetici. Abbiamo formato Tavoli permanenti dove venivano condivisi i problemi e una co-progettazione che fornisse un aiuto per quanto possibile ad una situazione veramente esplosiva. Siamo in attesa di definire un quadro che permetta un'elasticità differente, perchè non possiamo tenere vincolati a quadri economici che sono più attuali. Il tutto senza derogare dalla legge. Il Comune ha fatto quel che poteva e l'impegno è stato riconosciuto. Ma cercheremo di fare molto di più". "La cooperazione sociale è fondamentale per il welfare di comunità - la premessa di Rinaldini -. Bisogna battersi per un riconoscimento dell'aspetto contrattuale. In questa fase inoltre è difficile trovare assistenti di base, medici ed infermieri che vadano a lavorare nelle cooperative sociale. Quindi è opportuno riconoscere il contratto nazionale del lavoro". 

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Il terzo focus riguarda la transizione ecologica, la salvaguardia dell'ambiente e l'agevolazione alla formazione delle comunità energetiche. "Ho realizzato la prima centrale fotovoltaica nel 2005, tra le prime a Forlì - ricorda Rinaldini -. E' bene realizzare comunità energetiche, ma occorre farlo in larga scala, perchè abbiamo la necessità assoluta di abbattere l'inquinamento. La pianura padana è una delle aree più inquinate d'Europa e quindi è un bene che ognuno faccia la propria parte. Bisogna quindi cercare di estendere nel limite del possibile, e in modo concreto, le centrali fotovoltaico. Tra le modalità c'è quella della cooperazione, con conseguente risparmio energetico concreto e abbattimento delle emissioni. Tra le possibilità c'è anche quella di un azionariato popolare, con rendimento a chi compra le azioni". Così Zattini: "Come Comune abbiamo attivato attraverso Fmi una mappatura di quel che è il patrimonio pubblico inseribile in una comunità energetica. Abbiamo inoltre fatto squadra con istituzioni, Camera di Commercio, Acer, Diocesi, mettendo insieme la volontà di una grande comunità energetica. Abbiamo individuato quasi 200mila metri quadrati potenzialmente utilizzabili, una potenzialità di 13mila Mega Kilowatt ed una disponibilità dalle 300 alle 500 utenze. E' una forma di cooperazione di fatto. Un impegno apprezzato anche dal ministro Picchetto Fratin. Vogliamo essere quindi una sorta di motore di stimolo per altri soggetti. Un segno che indirizza quale deve essere il futuro".

I candidati sindaci si sono confrontati anche sul tema dell’affidamento diretto di piccoli servizi come risposta all’ inserimento lavorativo delle persone fragili. "Sono risorse per la comunità - sottolinea Zattini -. Per un ente pubblico è un vantaggio trovare una soluzione condivisa con le realtà del terzo settore, con finalità di inserimento e risoluzione di tanti problemi. L'inserimento lavorativo deve essere un percorso, non vogliamo che giovani con fragilità si isolino dal mondo". Così Rinaldini: "C'è la necessità di fare inserimento lavorativo con agevolazioni previste per le cooperative sociali dal contratto collettivo nazionale del lavoro. Il dramma è il contratto Fise e la cooperazione sociale, gli enti locali possono fare poco se non sollecitare l'Anci circa una rivisitazione del tema. Serve l'intervento del governo per dipanare la matassa". 

Altra questione ha riguardato le possibili soluzioni di accoglienza e integrazione a livello comunale per rispondere alla carenza di personale di cui soffrono le imprese. "La necessità di manodopera è acclarata. E' giunto il momento, come fanno altre nazioni d'Europa, di andare in Paesi dove ci può essere l'arrivo di manodopera e fare formazione. Sicuramente costa meno. Lo sta facendo la Regione Emilia Romagna con accordi con il Marocco per la realizzazione di scuole di formazione, per poi fare selezione ed individuare i soggetti interessati al nostro mondo del lavoro. Penso che sia la giusta scelta, senza dimenticare gli immigrati che arrivano con i barconi e che vogliono migliorare la loro possibilità di vita. Sul tema dell'accoglienza bisogna fare i conti con la problematica della mancanza di case, ma al tempo stesso bisogna evitare che si formino ghetti anche per questioni di sicurezza". Così Zattini: "Giornalmente come sindaco visito aziende di tutti i settori, che rimarcano la mancanza di manodopera. Ci sono tante persone inattive e che non studiano, dobbiamo capire perché tanti giovani non hanno una prospettiva di vita e che isolano in un mondo tutto loro. Oltre a questo aspetto c'è quello della formazione, che è fondamentale al pari della sicurezza sul lavoro. Stiamo assistendo ad una strage degli innocenti. La formazione è quindi il primo baluardo accanto agli aspetti ispettivi. Bisogna quindi mettere in campo una capacità di sostegno alle tante persone che arrivano e che non trovano casa, dando garanzie ai proprietari per la loro messa a disposizione del patrimonio immobiliare".

Ed è il tema della casa e la difficoltà nel trovare un alloggio a chiudere il confronto. Per Zattini "occorre un piano nazionale, perchè negli anni si è abbandonata quell'attività di sostegno e vicinanza ad un problema che sta diventando devastando. I B&B stanno diventando sempre più numerosi, che, pur facendo un'attività egregia, sottraggono abitazioni ad un mercato domestico. Poi c'è il tema di un patrimonio vetusto. Bisogna incidere con meccanismi innovativi, con patto tra proprietà, che spesso ha difficoltà nell'intervenire in ristrutturazioni ed adeguamenti, e il pubblico per creare un meccanismo virtuoso per mettere a disposizioni case. Ci sono poi appartamenti pubblici senza manutenzione. Su questo aspetto come Comune abbiamo investito milioni di euro e continueremo su questo percorso perchè l'obiettivo è avere zero appartamenti pubblici non fruibili per mancanza di manutenzione". Così Rinaldini: "E' un tema che ha un problema generale nazionale. Non c'è più un finanziamento da oltre trent'anni sul piano casa e va ripristinato questo elemento. C'è invece qualcosa in più sul piano casa della cooperazione, con fondi stabiliti. Da un lato c'è la necessità di non avere un nuovo consumo di suolo pubblico, come impone la legge regionale, dall'altro c'è la presenza di tanti palazzi fatiscenti che non hanno un valore storico e che necessitano di interventi di rigenerazione". 

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