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Consorzio di bonifica, Petri e Ragni (FdI): "Un errore il voto per il nuovo Cda a dicembre"

Così il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia di Forlì-Cesena Roberto Petri e il vicecoordinatore responsabile del comprensorio forlivese Fabrizio Ragni

Nelle principali città della Romagna si vota fino a sabato per il rinnovo degli organi amministrativi e del consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica per il quinquennio 2021-2025. "Una scadenza così importante per tutti i cittadini consorziati chiamati a decidere i loro rappresentanti alla guida degli enti che si occupano della salvaguardia del territorio per i prossimi cinque anni, delegando l'indirizzo strategico che attiene alla tutela ambientale ed alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, a nostro parere, non doveva essere fissata in piena emergenza sanitaria - esordiscono il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia di Forlì-Cesena Roberto Petri e il vicecoordinatore responsabile del comprensorio forlivese Fabrizio Ragni -. La Regione doveva intervenire e disporre un rinvio per garantire la massima partecipazione che in questi giorni è inibita a cittadini ed imprenditori per i motivi che tutti conosciamo".

Esiste anche un precedente, a fine novembre il Tribunale di Piacenza ha sospeso l'efficacia delle delibere con le quali erano state indette per metà dicembre le elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica. “Spiace che sia dovuta intervenire la magistratura per sancire un principio che doveva essere condiviso in tempo utile, ma la Regione lo ha totalmente e volontariamente ignorato - aggiungono Petri e Ragni -. Nelle scorse settimane Fratelli d'Italia aveva espresso forti perplessità ad ogni livello, anche parlamentare, per l’insensatezza di svolgere in questa congiuntura pandemica le elezioni per il rinnovo degli organi consortili, atteso che moltissime altre votazioni o scadenze amministrative di organismi pubblico-privati sono state differite".

"Fratelli d'Italia in assemblea regionale - continuano - aveva espresso direttamente al presidente Bonaccini la richiesta di annullare e rinviare le elezioni per il Consorzio di Bonifica assecondando le norme anti Coronavirus , evitando obbligati assembramenti così come vengono evitate manifestazioni di poche persone, in nome dello stato di diritto e del rispetto dei morti, dei malati, dei loro famigliari e di tutto il mondo dei lavoratori della sanità che in questi giorni vive ben altre priorità. Ci hanno ignorato. Ed è stata messa in atto, a nostro parere, una clamorosa forzatura".

"Rinviare la scadenza elettorale avrebbe permesso di mettere al centro di una necessaria riflessione collettiva anche gli indirizzi di governance dei Consorzi di Bonifica per la tutela dei reticoli idrografici, delle conformazioni geologiche e la prevenzione dai rischi di allagamento e alluvione che, ad ogni ondata di maltempo, danneggiano in vaste aree dell'Emilia-Romagna molti proprietari dei terreni circoscritti nei territori di pertinenza di questi enti - aggiungono -. Un discorso che vale ancora di più per la Romagna che rappresenta il più grande della regione e che a nostro parere dovrebbe essere inserito nel dibattito in corso a livello nazionale sull'utilizzo delle risorse europee, ordinarie e straordinarie, per la tutela del clima e dell'ambiente".

"Quali sono i motivi di questa votazione convocata ad ogni costo nonostante non sia garantita una partecipazione estesa al maggior numero di soggetti possibili? - si interrogano Petri e Ragni -. Non vorremmo che con queste votazioni un po' defilate si evitasse di entrare nel merito dalle nostre richieste di chiarezza sui costi di mantenimento dell'apparato: per lo più i contributi di bonifica se ne vanno in spese di personale, dirigenti , “poltrone” varie e costi amministrativi dei Consorzi. Parlarne prima del voto sarebbe stato elemento di chiarezza e di trasparenza politica. Ma , con rammarico, prendiamo atto che non lo si è voluto".

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