Coronavirus, 32 associazioni: "Regolarizzare tutti i migranti"

"In tutto il mondo c’è una pandemia che durerà a lungo. Migliaia di infettati e di morti. Migliaia di persone ogni giorno perdono il lavoro e il loro reddito"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

In tutto il mondo c’è una pandemia che durerà a lungo. Migliaia di infettati e di morti. Migliaia di persone ogni giorno perdono il lavoro e il loro reddito.  Centinaia di miliardi le spese per fare fronte alla pandemia e per rilanciare l’economia. Nessuno uscirà da solo da una crisi mondiale come questa. Il Papa lo ricorda oramai in ogni intervento: da questa crisi usciremo solo assieme. Il futuro avrà bisogno di collaborazione, uguaglianza, equita’ e solidarieta’

. Altrimenti npon ci sarà futuro. Né per noi né per i nostri figli. La società deve essere coesa, tutta. La coesione è, infatti, anche una garanzia contro i ricchissimi che da sempre sfruttano le divisioni nella società per diventare sempre più ricchi e fare solo i propri interessi.

Vogliamo una regolarizzazione di tutte e tutti i migranti in Italia perché è giusta, è conveniente ed è l’unico strumento per uscire assieme da una crisi, che partita come sanitaria, sarà presto una feroce crisi economica. Non una sanatoria, perché la sanatoria è per gli evasori fiscali, i costruttori abusivi, per chi fa lavorare in nero.

I migranti privi del Permesso di Soggiorno chiedono una regolarizzazione che li liberi dalla loro condizione di prigionieri di fatto. Chiedono la possibilità di lavorare in regola, avere un medico e una casa, partecipare in modo attivo e dignitoso alla società e contribuire alla sua crescita. Si stima che siano oltre 600 mila in Italia oggi. Centinaia di migliaia di persone relegate ai margini, senza una casa o costrette in ghetti, rendono risibile ogni appello al distanziamento sociale e alla distruzione di una catena di contagio. Chi non ha documenti per fare un contratto di affitto non può avere una casa dove restare, non può accedere al sistema sanitario e non può contribuire alla migliore gestione della sanità comune e dell’emergenza virus.  Una società divisa è fragile, una società coesa è resistente e forte. Se non avremo il coraggio di rinnegare le politiche della paura e delle menzogne degli ultimi anni continueremo a trascurare una parte della nostra società e, come succede a un corpo, trascurandone una parte il corpo tutto si ammala e finisce per morirne.

Le persone oggi irregolari non torneranno ai loro paesi d’origine. Non potrebbero nemmeno se lo volessero. Finiranno nella marginalità e nelle spire del lavoro nero, che sono linfa di cui si nutrono le mafie. Nonostante qualcuno continui a ripeterlo - ma quando era ministro non l’ha fatto - NON possono essere espulse. Non lo si può fare perché costaun sacco di soldi, perché tutti I confini sono chius e resteranno così a lungo, perché Non è giusto accanirsi volgarmente contro personeche hanno già lavorato, studiato, vissuto in Italia e adesso devono restare qui, senza poter avere un dottore, un lavoro, una casa, un documento.
Una società è giusta solo se tutti e tutte  hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Una regolarizzazione sarà un duro colpo alle mafie, al caporalato, al lavoro nero e all’abbassamento dei diritti di lavoratori e lavoratrici tutte.  Meno saranno le persone costrette a paghe da fame e assenze di contratti, meno saremo ricattabili tutti. Una regolarizzazione farà incassare alcuni miliardi di euro, che non andranno a finire sotto il materasso, ma saranno spesi nella società, per la società e per contribuire alla sua ripartenza.
Garantire diritti, includere, renderà la nostra società più coesa e forte. Ce lo dimostrano oggi i medici di origine straniera, anche loro immigrati, che in queste settimane sono morti lavorando per salvare le vite di tanti italiani colpiti dal Covid-19. Ce lo dimostra l’esempio e la storia dei milioni di italiani emigrati all’estero.

Finora abbiamo vissuto nella paura del diverso, pagandone amare conseguenze, da domani deve iniziare il tempo del coraggio, il coraggio di regolarizzare chi è oggi in Italia, di cambiare l’assurda legge Bossi-Fini che ci ha portato a questo punto. Una regolarizzazione per tutte e tutti i migranti che sono privi del Permesso di Soggiorno è una regolarizzazione della nostra società, della nostra umanità, della nostra legalità.

AJAFC Association de la Jeunesse Africaine di Forlì e Cesena

Anpi Forlì

Associazione di fratellanza e l’amicizia di Forlì(AFAF)

Associazione guineana Forlì-Cesena

Associazione Senegalesi della Romagna (Yakkar-La speranza)

Avvocati di strada Ravenna

Associazione Avvocato di Strada, Sezione Vanni Casadei, Forlì

Arte Migrante Forlì  

Auser  Forlì    

CGIL Forlì

Centropace “Annalena Tonelli” Forlì

Circolo Acli “Lamberto Valli” Forlì

Comitato per la lotta contro la fame nel mondo

Dialogos

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Faisons la Paix

Fondazione guineana d'Italia

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