Coronavirus e la "speculazione" sui prezzi di mascherine e guanti: l'opinione di Raffaele Acri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"La clausura necessaria allo scopo di limitare la diffusione del covid 19 si avvia alla sua fase conclusiva ed il pool di esperti del Governo, lautamente pagati a spese dei contribuenti fornirà il suo parere sulla cosi detta fase 2, sollevando l’esecutivo anche da questa incombenza, mentre il cittadino magari si chiede se i soldi di cui sopra potessero essere risparmiati ovvero se tra la pletora di ministri e sottosegretari già cospicuamente retribuiti non ci fosse qualcuno in grado di comporre una commissione ad hoc.

Nel frattempo rilevo da consumatore un considerevole aumento dei prezzi al dettaglio di tutti i prodotti e non mi riferisco solo agli introvabili dispositivi di protezione (mascherine e guanti) che sono diventati oggetto del desiderio e sul cui commercio improbabile ho già scritto la mia opinione ma in generale, l’impressione che chiedo di confutare e quella di vivere una pagina di speculazione del tipo già visto dopo il passaggio dalla lira all’euro. Comprendo che le condizioni attuali relativi alla commercializzazione dei prodotti a tutti i livelli possa richiedere degli oneri maggiori, che verosimilmente si riversano sul prezzo dei prodotti ma non vorrei che l’attenzione distratta dall’emergenza, consentisse a taluni di profittare dell’occasione.

Il danno arrecato sarebbe non solo al potere d’acquisto attuale, già molto ridotto viste le scarse disponibilità economiche, ma anche successivamente laddove, come abbiamo visto ai tempi del passaggio all’euro, l’aumento dei prezzi diventa corrente ed acquisito e le aziende che riaprono oltre alle difficoltà immaginabili, si ritroveranno a far fronte anche ad un aumento dei prezzi al dettagli ed all’ingrosso. Mi auguro di sbagliare e che le Autorità competenti riescano a monitorare tutti i livelli di distribuzione commerciale e smentirmi".

Raffaele Acri

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