Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Coronavirus, "la didattica a distanza non è scuola": l’appello di Briccolani (Lega) per "un ritorno in presenza"

Non ha dubbi il consigliere comunale della Lega, Sara Briccolani, sul ritorno in fascia rossa del comprensorio forlivese e sulle "ricadute psicosomatiche causate dalla chiusura delle scuole

"La didattica a distanza annulla l’interazione sociale, soffoca il diritto allo studio dei nostri figli e acuisce il senso di emarginazione e isolamento". Non ha dubbi il consigliere comunale della Lega, Sara Briccolani, sul ritorno in fascia rossa del comprensorio forlivese e sulle "ricadute psicosomatiche causate dalla chiusura delle scuole. L’istruzione è un obbligo garantito dalla Costituzione ma è anche un diritto che le Istituzioni devono assicurare ai nostri ragazzi".

"La decisione della Regione Emilia Romagna di farci slittare in zona rossa non solo si scontra con i numeri, in netta diminuzione, di focolai attivi nelle scuole della nostra città, ma rende vano e frustrante lo sforzo profuso negli ultimi mesi per mettere in sicurezza le aule, i laboratori e gli ambienti didattici di tutti i plessi forlivesi - prosegue -. Come è stato più volte ribadito dal nostro sindaco, Gian Luca Zattini, e come ha di recente confermato il direttore generale dell’Ausl di Romagna, Tiziano Carradori, il problema non sono le classi, bensì ciò che le circonda".

"Non è a scuola che i più piccoli e gli adolescenti contraggono il virus. In classe vige il rispetto rigoroso di protocolli e misure anti covid tra cui l’obbligo di indossare sempre la mascherina, il distanziamento tra un banco e l’altro, l’utilizzo di materiali monouso e la turnazione didattica in casi di evidente affollamento - aggiunge -. Non è dunque a scuola che si manifesta il pericolo epidemiologico. I ragazzi sfuggono al nostro controllo fuori dagli ambienti scolastici. È negli autobus affollati per rientrare a casa che si contrae il covid, è nei capannelli nelle piazze e fuori dai locali che si diffonde la variante inglese, è nei parchi e nei luoghi aperti al pubblico che i nostri figli abbassano la guardia e si dimostrano più fragili. Ma la dad non è solo una sconfitta per i nostri ragazzi, è anche un disagio per le loro famiglie, una fonte di divario sociale che si manifesta nell’impossibilità di poter usufruire delle medesime tecnologie".

"La scelta di Bonaccini di sacrificare la scuola, elevandola a untore della nostra comunità - conclude la Briccolani - non è soltanto sbagliata e pericolosa, ma lascia trasparire nelle intenzioni la volontà di punire un territorio che ha saputo resistere alle limitazioni avendone il diritto e i presupposti. Un territorio che, alle ultime elezioni ammnistrative, ha saputo cambiare passo, ma anche colore".

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