Coronavirus, nuovo Dpcm, Vietina (Forza Italia): "Trasporto scolastico, regole prive di senso"

"Trovo assurde e contraddittorie le norme su questi fronti e mi chiedo se certe soluzioni non siano un modo del Governo per ‘lavarsi le mani’ di determinati problemi"

Da lunedì è in vigore il nuovo Dpcm che norma, fra le altre cose, i trasporti scolastici e pubblici e i rientri dall’estero. "Trovo assurde e contraddittorie le norme su questi fronti e mi chiedo se certe soluzioni non siano un modo del Governo per ‘lavarsi le mani’ di determinati problemi, consegnando al Paese una soluzione che non tiene davvero conto della sicurezza dei cittadini - afferma Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia e sindaco di Tredozio -.Se il distanziamento è necessario, come indicano i tecnici del Ministero, le regole per il trasporto sono prive di senso. Allo stesso modo, ben vengano i ricongiungimenti dall’estero ma occorre monitorare tutte le persone che tornano in Italia: così facendo, probabilmente, avremmo potuto riunire tanto coppie molto prima. Invece che imporre norme improbabili, il Governo dovrebbe dare indicazioni chiare e permettere ai cittadini di trovare un modo sensato per osservare la legge"..

“Per quanto riguarda il trasporto pubblico – continua la parlamentare azzurra – la capienza massima è fissata all’80% consentendo alle persone sia di sedersi che di stare in piedi, mentre per gli scuolabus è consentito raggiungere il 100% della capienza per tragitti sotto i 15 minuti. Non ricordo nessuna nota dell’OMS che indichi come il rischio di contagio si attivi dopo un quarto d’ora, ma forse è una mia lacuna. Stesso discorso per le mascherine: obbligatorie sui mezzi pubblici, obbligatorie sugli scuolabus solo se non è possibile l’allineamento dei passeggeri tutti nella stessa direzione. Probabilmente nella stessa nota dell’Oms che mi è sfuggita è indicato anche che il Covid-19 è infettivo in un’unica direzione".

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"Trovo poi surreale come, nel permettere il ricongiungimento internazionale per le coppie – un atto doveroso per quegli affetti separati da tempo a causa della malattia – non si sia pensato di rendere obbligatorio il tampone a chi rientra in Italia da Spagna, Francia o Germania, Paesi dove i casi continuano a crescere a ritmo preoccupante. Il Dpcm, infatti, si limita a confermare l’obbligatorietà dei tamponi per le persone provenienti dai 14 Paesi indicati nel decreto di agosto. Ben venga la possibilità di riunire gli affetti ma, nella situazione attuale, credo che sia inderogabile la necessità di effettuare controlli serrati a chi torna in Italia da Paesi dove il numero di contagi è nuovamente alto in maniera preoccupante".

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