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Venerdì, 14 Giugno 2024
Politica

Costituente Comunista: "Prima maggio, c'è poco da festeggiare"

"Ma per chi è davvero festa? I lavoratori in Italia hanno ben poco da festeggiare"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Evviva! Primo Maggio onoriamo la festa del lavoro.  Ma per chi è davvero festa? I lavoratori in Italia hanno ben poco da festeggiare. Il costo della vita negli ultimi anni è cresciuto a dismisura, insieme all’inflazione che si divora i risparmi. Dal 2008 gli stipendi in Italia sono diminuiti del 12%, i peggiori del G20. In Italia, da decenni, manca un piano nazionale per lo sviluppo del lavoro e dell’occupazione e la stagnazione della produttività ha inciso sulla decrescita degli stipendi. Purtroppo i problemi del lavoro non riguardano solo le retribuzioni.

Nel nostro Paese non tutti i lavoratori sono uguali. Lo stesso lavoro fatto da individui diversi non è soggetto alle stesse regole, diritti e doveri. Alcuni hanno contratti che prevedono oltre al salario, ferie, permessi, malattia, infortunio, ecc… altri invece no; poiché il loro contratto di lavoro è stato stipulato con agenzie interinali o cooperative. Quindi per la stessa mansione abbiamo lavoratori “privilegiati” e lavoratori “sfruttati”. Ovviamente ciò accade nel più totale silenzio della politica e dei sindacati che di tanto in tanto esprimono solidarietà con questi lavoratori sfruttati, ma di fatto continua a non cambiare nulla. 

In questo giorno le forze Comuniste, Socialiste e i Sindacati devono ritrovare unità e coesione. Insieme battersi per migliorare le condizioni sia dei tanti lavoratori che sono costretti ad accettare condizioni di sfruttamento, sia per quei lavoratori a cui non viene riconosciuto il giusto compenso. Il Primo Maggio deve essere un momento di svolta, di risveglio delle coscienze, per progettare un futuro migliore. Tutti i lavoratori devono (ri)prendere consapevolezza che solo uniti è possibile ottenere risultati contro i reazionari che ogni giorno usano qualsiasi pretesto per arricchirsi alle spalle di chi realmente lavora e produce.  Non può mancare un pensiero ed un augurio ai compagni che stanno lottando contro la chiusura delle fabbriche in cui lavorano, dove la logica del profitto in chiave di delocalizzazione li vorrebbe tutti licenziati. 

Questo giorno di festa ci regala la speranza che il lavoro sia ancora un tema di attualità, ma anche l’amarezza di constatare che su questo argomento ci siano ancora molte ingiustizie e che non si faccia abbastanza per combatterle. Il Primo Maggio sarebbe la festa dei lavoratori. Sarebbe…. 


Costituente Comunista Forlì-Cesena ed Emilia Romagna.

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