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Via il crocifisso? Calderoni: "Il Pantheon è un luogo di memoria civile". Fdi: "Ma la croce fa parte delle tradizioni"

“Il Pantheon, come tutto il cimitero monumentale, è di proprietà del Comune e dichiarato di interesse storico-artistico; non è consacrato come chiesa e, dunque, non deve possedere un altare fisso"

“Il Pantheon, come tutto il cimitero monumentale, è di proprietà del Comune e dichiarato di interesse storico-artistico; non è consacrato come chiesa e, dunque, non deve possedere un altare fisso per la celebrazione dei riti religiosi cattolici”: a tornare sull'argomento che sta suscitando, come sempre in questi casi, un ampio dibattito sulla presenza dei crocifissi in luoghi pubblici non religiosi (come le aule scolastiche, le caserme o gli ospedali) è Giorgio Calderoni, consigliere comunale di centro-sinistra. Stesso discorso per il crocifisso che si trova al suo interno. Calderoni ricorda che “il crocifisso ligneo è posto su un altare e collocato tra le due colonne centrali di fronte all’ingresso: si tratta di un’opera realizzata da una storica famiglia artigiana di Ortisei nei primi anni’30 del secolo scorso”, e quindi non c'è sempre stato tra gli arredi del Pantheon. 

E per supportare il suo ragionamento Calderoni analizza le caratteristiche della sala: “Avrei solo un modesto invito da rivolgere a quanti - consiglieri comunali, amministratori, cittadini – ritengono di intervenire su questo tema: fare una visita al Pantheon, aperto a tutti duranti gli orari di visita del cimitero. Si potranno vedere al suo interno il mosaico del pavimento in cui è riprodotto (a grandezza di circa due metri per due) lo stemma del comune di Forlì con l’aquila e la scritta libertas; le lapidi appese alle pareti dei corridoi laterali, in memoria di concittadini illustri (Fratti, Saffi, Maroncelli) per voto del Consiglio comunale di Forlì in varie sedute di fine Ottocento; la lapide per Giuseppe Pedriali, deceduto nel 1932, a firma congiunta del Comune e dell’Amministrazione provinciale; ol busto di Angelo Masini; i cippi marmorei in onore di Ranieri e Fulcieri Paulucci di Calboli”.

Quello che viene chiesto quindi “è di ripristinare la funzione originaria del Pantheon come luogo di commemorazione e memoria per l’intera città e come “famedio” a ricordo dei cittadini illustri di Forlì (nel corso del Consiglio comunale del 15 febbraio scorso e nella commissione consiliare del 23 marzo, ho proposto l’intitolazione di lapidi in onore del ferroviere Silver Sirotti, del Senatore Roberto Ruffilli, di Annalena Tonelli) e di temporaneo e provvisorio utilizzo del Pantheon a sala del commiato per i non credenti in attesa della realizzazione ex novo di una struttura ad hoc in un’area dell’ospedale Pierantoni, come prospettato dall’Amministrazione comunale sempre in quello stesso consiglio e nella Commissione consiliare del 23 marzo”. Tutto questo, conclude Calderoni, “mi pare rechi logicamente con sé anche quella di trovare al crocifisso ligneo una diversa collocazione meno caratterizzante una precisa confessione. In commissione consiliare, rispondendo a una domanda, ho fatto l’esempio del Pantheon di Roma, dove gli altari sono collocati negli spazi laterali e dove, aggiungo ora, grandi statue del crocifisso sono collocate solo in corrispondenza di questi altari laterali. Naturalmente, richiedendo il preventivo nulla osta alla Sovrintendenza”, conclude Calderoni.

Fratelli d'Italia: “Quel crocifisso fa parte delle nostre tradizioni”

Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale di Forlì-Cesena di Fratelli d'Italia, e Marco Catalano, consigliere comunale a Forlì e presidente del circolo comunale 'Caterina Sforza' di Fratelli d'Italia di Forlì contestano però la richiesta: “Una richiesta, giustificata dal favorire l'utilizzo degli spazi ad altre religioni oltre a quella cattolica che vorrebbe riproporre la solita richiesta proveniente da ambienti di sinistra di collocare in quell'area una sala civica del commiato. Dimenticandosi che  esiste già un  progetto approvato dal Consiglio Comunale di realizzare una 'sala del commiato laico' in una sala adiacente alla camera mortuaria dell'ospedale Morgagni-Pierantoni”.

I due esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni aggiungono che “A Calderoni hanno fatto presente che lo spostamento del crocifisso  dal Pantheon del cimitero monumentale di Forlì  innescherebbe  un lunghissimo iter  autorizzativo da parte delle Soprintendenze di Ravenna e di Bologna.  Ma, soprattutto, vorremmo evidenziare che l'intento di Calderoni , se messo in pratica, produrrebbe l'effetto di cancellare definitivamente la vocazione religiosa del Pantheon trasformandolo in mero involucro civile alleggerendone il senso storico e culturale all'interno di un complesso, quello   del cimitero monumentale di Forlì, che racchiude un secolo d'arte e di stili, gioiello architettonico che spicca in tutta la Romagna. Sono proprio  questa banalizzazione del sacro e questa de-religiosità dei beni storico-artistici che a nostro parere snaturano le nostre tradizioni , i nostri valori, i nostri principi, aprendo la strada a quella società omologata e indistinta, senza più punti di riferimento e che dimentica il passato,  che a parole tutti condannano”.

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