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Cultura, scienza e istruzione: la deputata Tassinari entra anche nella Settima Commissione

La nomina è stata effettuata in sostituzione della deputata Matilde Siracusano, impegnata con incarico di governo

Per la parlamentare Rosaria Tassinari arriva un altro incarico alla Camera. Dopo la Commissione XI sul lavoro (pubblico e privato), si aggiunge anche la nomina a membro della VII Commissione, che si occupa di cultura, scienza e istruzione. La nomina è stata effettuata in sostituzione della deputata Matilde Siracusano, impegnata con incarico di governo. La VII Commissione ha competenza per i disegni di legge riguardanti la specifiche materie dell'ordinamento sui servizi del Ministero dell Cultura e del Ministero dell'Istruzione, nonchè per i disegni di legge riguaranti i servizi dei beni culturali e sugli istituti scolastici e universitari.

“Queste due commissioni mi impegneranno molto, ma è proprio quello che voglio fare per assolvere al mandato che mi hanno dato gli elettori e per servire al meglio le tante esigenze dei territori che rappresento per quanto riguarda il lavoro, il terrzo settore, la cultura e l'istruzione", afferma l'esponente di Forza Italia. Sempre alla Camera, il capogruppo berlusconiano, Alessandro Cattaneo, ha chiamato l’onorevole Tassinari a fare parte, all’interno del partito, del gruppo lavoro, reddito di cittadinanza e pensioni. Prosegue Tassinari: "Si tratta di formulare delle proposte al Governo in vista della discussione della legge di stabilità".

Fra le proposte cui sta lavorando in questi giorni il gruppo di lavoro di cui la deputata forlivese fa parte ci sono la decontribuzione del costo dei dipendenti, un maggior coinvolgimento degli enti locali, che meglio conoscono le situazioni di vera necessità, nell’attribuzione del reddito di cittadinanza, l'innalzamento delle pensioni minime attraverso indicizzazione al 100%; la valutazione per le pensioni di una Quota 103 “flessibile”, partendo da una soglia anagrafica minima di 61 anni o una quota 102 modellata sui 64 anni d'età e 38 di contribuzione oppure 61 anni 41 di contribuzione ed "Opzione donna", che permetta alle lavoratrici di accedere alla pensione anticipata con 58 anni (59 se “autonome”) e 35 di contribuzione ma con l'assegno ricalcolato con il metodo contributivo.

"In base ai dati Inps (relativi al 2020), i pensionati con un reddito fino al trattamento minimo (515,58 euro) sono di 2,1 milioni; quelli fino a due volte il minimo (tra 515,59 e 1031,16 euro) sono 3,8 milioni - conclude Tassinari -. Si tratta di persone che vivono al limite della soglia di povertà e che vanno sostenute anche con una riforma organica".

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