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Da Irst a Ircss, sindacati chiedono confronto in Regione

Cgil, Cisl e Uil hanno già chiesto un tavolo con la Regione al fine di avviare un confronto sugli atti formali necessari alla trasformazione dell’Istituto in IRCCS

Con la possibile l’entrata in campo della Regione Emilia Romagna, quale nuovo socio azionista, si avvia un importante percorso che, in analogia a quanto sottoscritto in un accordo del 2008 con la Regione, i soci pubblici e privati, i presidenti delle CSST dell’Area Vasta Romagna e le organizzazioni confederali e di categoria del territorio forlivese, dovrebbe sancire in maniera ancora più netta il ruolo pubblico dell’Istituto.

"L’IRST/ IRCCS, a cui è stato da poco riconosciuto il carattere scientifico, nel nostro territorio costituisce un punto di eccellenza e una qualificata risposta ai bisogni dei cittadini su una delle principali patologia presenti, le malattie oncologiche", evidenziano i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno già chiesto un tavolo con la Regione al fine di avviare un confronto sugli atti formali necessari alla trasformazione dell’Istituto in IRCCS, lo Statuto ed i Patti Parasociali, atti che devono essere coerenti con la composizione societaria di maggioranza pubblica, stabilire la composizione del Consiglio di Amministrazione e garantire come far si che l’Istituto rimanga un punto di riferimento della programmazione sanitaria territoriale e regionale.

I sindacati forlivesi "ritengono che l’entrata in campo di un attore importante quale la Regione, se confermata, costituisce una scelta di qualità che potrebbe permettere il superamento di problematiche importanti, quali il finanziamento diretto dell’Istituto e il superamento del possibile dualismo fra mission e interesse societario". Cgil, Cisl e Uil "ritengono che la Regione debba essere la garante del mantenimento dell’Istituto nell’alveo della programmazione sanitaria pubblica regionale".

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