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Sabato, 18 Maggio 2024
Urbanistica

Dal caso Esselunga al "polo H", Forlì & Co contro la giunta: "Sull'urbanistica mancano strategie"

Scelte urbanistiche e pianificazione territoriale del Comune di Forlì, Forlì & Co traccia un bilancio di metà mandato della giunta Zattini

Partono dalla vicenda del polo commerciale di via Bertini, a Coriano, le riflessioni sulle scelte urbanistiche dell'amministrazione comunale a guida del sindaco Gian Luca Zattini del partito d'opposizione Forlì & Co, con il capogruppo in consiglio comunale Giorgio Calderoni e il consigliere comunale Federico Morgagni ad evidenziare "scarsa attenzione alla tutela del territorio e ai beni comuni". 

Per Calderoni e Morgagni la giunta Zattini ha evidenziato "incapacità di collocare le singole varianti in un ragionamento d'insieme; propensione ad assecondare puramente le richieste degli operatori privati; ostinazione nell'ignorare osservazioni di merito espresse da cittadini, forze politiche e altri Enti, (Provincia, Regione). Per non parlare della sorprendente attitudine della maggioranza di centrodestra a trasformarsi nella più zelante realizzatrice di scelte contestate nella passate consiliature. Nel caso di Esselunga il riferimento è al Piano del Commercio del 2017, un documento che nel corso degli anni ha mostrato tutti i suoi limiti di fronte ai mutati orientamenti dei consumatori e la saturazione dell'offerta commerciale, dinamiche del resto accelerate dalla pandemia e dalla connessa crisi economica. Nonostante ciò, la Giunta Zattini si è ostinata a portarne avanti le previsioni, perseverando in scelte non più in sintonia con i bisogni della città. Se non altro, la vicenda di Esselunga si è chiusa con una vittoria per i cittadini, le associazioni, le organizzazioni di categoria e i sindacati che si erano battuti contro quel progetto, sostenuti e affiancati anche dal nostro gruppo consiliare".

Il polo H

L'ultima vicenda fa riferimento l polo ospedaliero di Vecchiazzano. "Ancora una volta la maggioranza, che aveva promesso di valorizzare il commercio di prossimità e di cessare la proliferazione delle grandi strutture, ha disatteso completamente le promesse, operando in tutti i modi per favorire il massimo numero di espansioni edilizie prima dell'entrata in vigore (1° gennaio 2022) della normativa regionale che le impedisce in assenza di nuovo Piano urbanistico generale - attaccano i rappresentanti di Forlì & Co -. Nel caso di specie, peraltro, l'iter della variante è stato confuso e pasticciato, e ha lasciato irrisolte tantissime criticità: l'impatto sul traffico del nuovo polo, chiaramente sottovalutato dalle stime del Comune; l'ulteriore saturazione di una rete commerciale già oltre i margini di sostenibilità; la scarsa lungimiranza di trasformare in commerciale un polo ospedaliero che potrebbe servire per ulteriori ampliamenti sanitari. Anche in questo caso il modus operandi è stato del tutto autoreferenziale, al punto che il Comune non si è curato nemmeno di informare della situazione i cittadini di Vecchiazzano, costretti a scrivere ai giornali per far sentire la propria voce".

"Del resto, nonostante le strumentalizzazioni leghiste, anche il pronunciamento sulla questione da parte della Provincia non è stato affatto “tenero”, e ha riaffermato che per quanto riguarda la viabilità vi sono significative criticità nelle stime del Comune e che mancano i necessari approfondimenti sull'ulteriore impatto dell’attività commerciale sul traffico. In sostanza, secondo la Provincia, in assenza di modifiche non vi sono le condizioni per l'ok alla realizzazione del progetto - aggiungono -. La partita, quindi, è tutt'altro che conclusa; entro il 31 dicembre, la società privata interessata al polo ha presentato il proprio progetto di accordo operativo e nel giro di pochi mesi la questione tornerà ad essere discussa in Consiglio e poi verrà esaminata dal Comitato urbanistico di area vasta della Provincia; se i contenuti non cambieranno, è scontato che daremo battaglia".

"A fare da contraltare alle forzature che hanno scandito le tre vicende riportate c’è l’assoluto immobilismo sul Piano urbanistico generale (Pug), che pure rappresenta non solo l’atto programmatorio fondamentale che dovrà essere licenziato nella presente consiliatura, ma il documento che conterrà le linee strategiche per lo sviluppo di Forlì nei decenni a venire - proseguono Calderoni e Morgagni -. Si tratta peraltro del primo Piano urbanistico che dovrà recepire lo spirito e le disposizioni della Legge Regionale del 2017, che stabilisce limitazioni alle espansioni di nuovi insediamenti, promuovere fortemente il riuso e la rigenerazione del territorio urbanizzato; postula interventi di qualificazione della città pubblica; per dare la misura del cambiamento che si verrà a verificare, dal 1° gennaio 2024 tutte le previsioni in espansione dei vecchi Piani decadranno e quelle future, da qui al 2050, avranno un dimensionamento massimo non superiore al 3% del territorio urbanizzato al primo gennaio 2018".

Verso il nuovo Pug

"Eppure, a Forlì del Piano urbanistico generale sino ad ora non si è ancora parlato, ed è già trascorsa la scadenza entro cui i Comuni avrebbero dovuto avviare il suo iter di approvazione. Forlì è il capoluogo più in ritardo fra tutti quelli della Romagna, a ulteriore conferma dei limiti culturali e della mancanza di visione strategica di un'Amministrazione comunale incapace di mettere in campo una lettura puntuale del territorio e delle sue dinamiche e un progetto avanzato di pianificazione urbana, coerente con la necessità di un futuro sostenibile ed equilibrato - concludono -. Invece è proprio questo, a nostro avviso, l'obiettivo da realizzare col prossimo PUG: promuovere un modello di sviluppo capace di superare vecchie concezioni basate su obiettivi puramente economico-quantitativi, delineare un percorso in cui la crescita proceda di pari passo con l'attenzione agli impatti sull'ambiente e sui beni comuni. È all’interno di questo percorso che si dovrà mettere mano anche alla pianificazione di settori come il commercio, superando le vecchie logiche e adeguando la rete distributiva ai bisogni, alle nuove forme di consumo e alla saturazione del mercato. Per tutto ciò chiediamo quindi l’immediata apertura di un processo di confronto con tutti i portatori di interesse del territorio che permetta l'approvazione di un nuovo Piano urbanistico capace di proiettare Forlì in un futuro di sviluppo, crescita e sostenibilità".

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