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Dalle infrastrutture digitali alla valorizzazione degli insegnanti di sostegno: scuola, le richieste al ministro Bianchi

“Infrastrutture digitali, formazione, valorizzazione degli insegnanti di sostegno e tutela della scuola nelle aree periferiche: ecco le richieste al Ministro Bianchi” dice Simona Vietina (FI)

“Infrastrutture digitali, formazione per gli insegnanti, un percorso di valorizzazione degli insegnanti di sostegno e tutela per le zone marginali: ieri, nel corso dell’audizione del Ministro Bianchi alla Camera, ho espresso quelle che ritengo essere alcune delle priorità che la scuola chiede che vengano affrontate, dopo un anno di gestione approssimativa del precedente Ministro Azzolina. Oggi milioni di studenti, come già un anno fa, affrontano il cruciale percorso di crescita e di formazione personale utilizzando lo strumento della didattica a distanza. Uno strumento su cui il nostro Paese si è fatto trovare impreparato durante il primo lockdown, con risultati discutibili e con il deprecabile effetto di non garantire ai nostri ragazzi e ragazze, al nostro futuro, un’offerta formativa adeguata. Possiamo e dobbiamo fare di più. È necessario, innanzitutto, formare i nostri docenti: la DAD è una novità anche per loro, un nuovo modo di affrontare l’insegnamento. Serve formazione per i formatori. E servono strumenti e infrastrutture: in Italia ci sono ancora centinaia di Paesi non solo non raggiunti dalla fibra ottica ma neppure da connessioni molto meno performanti. Non sappiamo, anche se speriamo i tempi siano brevi, quanto ancora dovremmo accontentarci di lezioni “a distanza” e non in presenza. E anche quando l’emergenza rientrerà, perché non guardare avanti ed essere pronti a utilizzare la DAD come strumento integrativo, come possibilità ulteriore in caso di emergenze o necessità speciali? Ma per farlo dobbiamo essere certi che ogni studente del Paese abbia le stesse possibilità di accesso alla DAD!” Così Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia Romagna e sindaco di Tredozio (FC).
 
“Serve anche un nuovo approccio al tema degli insegnanti di sostegno – incalza la parlamentare azzurra - : non intendo generalizzare ma credo che oggi, troppo spesso, siano quasi unicamente precari, e questo lede drammaticamente il bene dello studente disabile. Credo che nella scuola dell’immediato futuro vada restituita dignità e professionalità al ruolo dell’insegnante di sostegno: una specializzazione che richiede formazione, competenza ma anche passione. È un lavoro difficile e come tale va riconosciuto e gestito: credo che sia necessario prevedere una classe di concorso apposita svincolata dalle altre. Del resto, il Report Istat che analizza l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, relativo all’anno scolastico 2018-2019, evidenziava che il 36% dei docenti impegnati sul sostegno non aveva l’adeguata formazione per supportare gli studenti con disabilità ed era selezionato dalle liste curriculari”.

“Infine – conclude Vietina – ho sollevato il tema delle comunità marginali, i comuni montani e le aree periferiche. In questi luoghi, ancor più che nelle grandi città, la scuola ha un potere aggregante e di sviluppo inimmaginabile: è attorno alla scuola che la comunità si unisce, si aggrega a cresce. In questi luoghi, dove i servizi sono sempre più rarefatti e le opportunità per giovani e ragazzi sono sempre meno, la scuola è un’istituzione che ritengo vada difesa a tutti i costi. Ho chiesto quindi di varare un apposito regolamento simile a quello delle comunità rurali francesi, che sancisca il mantenimento di classi e istituti anche nelle comunità periferiche senza costringere famiglie, bambini e adolescenti a un quotidiano spostamento verso scuole e istituti lontani non solo geograficamente ma anche “socialmente”. Credo che ne trarrebbero giovamento milioni di famiglie che, ogni giorno, affrontano sforzi immensi per amore, bisogno e desiderio di crescere e diventare persone migliori”.
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