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Elezioni, Valbonesi (Pd) e l'impossibilità di esser eletto: "Mi sono messo a disposizione come supplente"

Così il segretario territoriale del Pd, Daniele Valbonesi, prende la parola con un post pubblicato su Facebook, chiarendo di fatto la sua non candidatura alle prossime elezioni politiche del 25 settembre

"Mi sono messo a disposizione della coalizione come supplente nel listino plurinominale della Romagna, nonostante non ci sia possibilità alcuna di essere eletto". Così il segretario territoriale del Pd, Daniele Valbonesi, prende la parola con un post pubblicato su Facebook, chiarendo di fatto la sua non candidatura alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. Un passo indietro. A Valbonesi è stato comunicato di essere al quinto posto nei collegi proporzionali di Camera, tuttavia la legge dice che i listini proporzionali possono essere formati da un minimo di 2 a un massimo di 4 candidati. 

Valbonesi spiega di essersi messo a disposizione del partito "per responsabilità e spirito di servizio: ritengo che "fare politica" voglia dire, prima di tutto, impegno per i cittadini che si rappresentano e amore verso il proprio territorio. Da persona di sinistra, credo sia necessario riportare i cittadini e i territori al centro del proprio agire politico". Quanto alla campagna elettorale, "ci sono temi su cui negli anni siamo stati troppo timidi e su cui dobbiamo puntare senza timori e paure. Partendo dalle politiche del lavoro: salario minimo, un fermo no al precariato, lotta all'inflazione con sostegni e aiuti per le famiglie in difficoltà, incentivi per le imprese che investono e tutela per i lavoratori".

E poi "l'ambiente con l'emergenza climatica che mette a repentaglio il futuro del pianeta evidenziando ciò di positivo che questo territorio ha saputo costruire, un Parco Nazionale tra i più importanti d'Europa. Priorità per sanità e scuola pubblica, servizi fondamentali che devono essere per tutti e di qualità. Una grande attenzione alle politiche sociali, poiché nessuno deve essere lasciato indietro. Senza dimenticare l'importanza dei diritti che spesso sono ritenuti meno importanti ma che meno importanti sono per chi li ha già, per chi non ne ha bisogno".

Conclude Valbonesi: "La sinistra da sempre rappresenta il cambiamento e questo dobbiamo fare, migliorando la condizione delle persone, partendo da chi soffre di più. Davanti ad una destra che rappresenta un ritorno all'indietro, dobbiamo mobilitarci. Personalmente ce la metterò tutta per i miei nonni e per i miei figli. Per chi ha lottato per i valori democratici e per coloro che rappresentano il futuro".

Anche Valentina Ancarani, candidata nel collegio plurinominale "Emilia Romagna P02" al quinto posto, fin da subito ha tenuto a rimarcare l'impossibilità di essere eletta. "La politica è servizio e anche la sola possibilità di rappresentare il territorio forlivese tra i candidati del Partito Democratico al Senato della Repubblica è per me motivo di onore e di orgoglio - aveva scritto il 16 agosto in un post su Facebook -. Ora avanti, con il sorriso, per dare alle nuove generazioni un paese che riparta dalla lotta alle diseguaglianze, dalla tutela ambientale, dal lavoro. Che non dimentichi gli ultimi e che compia ogni sforzo per colmare ogni divario sociale, culturale e di genere esistente. Un paese migliore di come lo vuole la destra".

Il caso era stato sollevato dal coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Luca Bartolini, che ha parlato di "vicenda sul piano politico è veramente incredibile. Far credere ai cittadini che dopo le elezioni potrebbe essere eletto un candidato il cui nome non è neppure stampato sui manifesti elettorali è una tesi che  veramente va oltre ogni limite del rispetto che si può avere nei confronti degli elettori e degli stessi interessati". Anche il parlamentare Marco Di Maio, in un'intervista rilasciata a ForlìToday, aveva commentato la "non" candidatura: "Daniele e Valentina non meritavano questa umiliazione e credo che chi l'ha provocata dovrebbe assumersene la responsabilità. Se è stato un errore di interpretazione è gravissimo e denota un'incapacità imbarazzante; se è stato un atto voluto, è altrettanto grave perchè sintomo malafede. In entrambi i casi una dimostrazione di totale inadeguatezza".

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